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Perugia, il primario di Rianimazione: "Il trend dell'occupazione è in discesa, attendo un miglioramento"

Francesca Marruco
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Ieri in Umbria c’è stato un nuovo balzo in avanti dei ricoverati. In sole 24 ore infatti i degenti sono aumentati di 23. Si torna quindi a 461 ricoverati, di cui 73 in terapia intensiva. E sono proprio le terapie intensive ad avere ancora un’occupazione da rosso. In Umbria infatti, stando ad Agenas di ieri, l’occupazione dei Covid in rianimazione è del 52%.  E di pazienti gravi abbiamo parlato con il professor Edoardo De Robertis, primario di Rianimazione 2 dell’ospedale di Perugia, recentemente eletto alla presidenza della European Society of Anaesthesiology and Intensive Care. 

 


“La decrescita del numero dei pazienti di terapia intensiva è la più lenta, ormai lo sappiamo e questo non mi spaventa, ci vuole ancora un pochino per avere dei numeri più bassi - spiega - , comunque negli ultimi giorni abbiamo avuto una riduzione. Mi aspetto un miglioramento dalla settimana prossima: l'importante è che i degenti non aumentino, e che il delta, anche se lentamente, sia in favore delle uscite”. Il professore spiega inoltre che i reparti pieni sono dovuti a degenze medie di “almeno 15 giorni”. E, nell’ultimo periodo, aggiunge De Robertis, “l’età media dei nostri pazienti si è abbassata, abbiamo anche 50enni e 40enni, non necessariamente sempre con patologie pregresse e per niente affatto invalidanti, quindi lo scenario con questa ultima ondata è cambiato”.

 

Ma De Robertis è fiducioso per l’azione del vaccino: “Ovviamente i primi dati elaborati sono quelli sui sanitari, che per primi hanno terminato il ciclo, ma si è vista una diminuzione importante dell’incidenza della malattia. E poi, va sottolineato che anche nelle persone che si sono positivizzate dopo il vaccino non c’è stata malattia. Solo positivizzazione”. Quanto al balzo dei ricoverati il professore rassicura: “L’importante è che non si riprenda a crescere come tendenza, le fluttuazioni sono prevedibili”. De Robertis, il professore dell’Università di Perugia, che dopo 15 anni riporta la presidenza della ESAIC in Italia a questo proposito aggiunge: “E’ un riconoscimento molto prestigioso, io spero di riuscire a far avere una ricaduta per la regione, per l’Azienda ospedaliera e per l’ Università”.