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Terni, messa di Pasqua per i lavoratori delle Acciaierie. L'ad Burelli parla della vendita dell'Ast

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L'Ast guarda al futuro e punta su nuove sfide. Tra queste  la ricerca di una nuova proprietà o di un azionista di maggioranza; ma anche la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Questi in sintesi i concetti espressi, dall'amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli (nella foto di Stefano Principi), al termine della messa celebrata in cattedrale domenica 21 marzo, a Terni, dal vescovo, Giuseppe Piemontese, in preparazione alla Pasqua per i lavoratori di Acciai speciali Terni e per il mondo del lavoro. L'ad Burelli ha anche rimarcato il momento positivo, a livello produttivo, che sta attraversando l'acciaieria con un mercato ricettivo. Poi ha parlato di un'ulteriore sfida che dovrà essere affrontata quest’anno.

“Dopo la decisione di Thyssenkrupp di verificare nuove prospettive per la divisione Material Services di cui Ast era parte, inizieremo a lavorare alla ricerca di una nuova proprietà o di un azionista di maggioranza. Noi – ha scandito il manager - siamo pronti, così come lo è il fondo Jp Morgan che ricopre il ruolo di advisor per la vendita di Ast e vaglierà, alla partenza della procedura di vendita, le manifestazioni d’interesse con la massima attenzione, avendo come obiettivo anche quello di garantire lo sviluppo e la crescita della nostra azienda”. L'ad ha anche ricordato che nella direzione di riduzione dei costi dei trasporti e delle emissioni inquinanti nell’ambiente, è stato centrato l’obiettivo di raggiungere una percentuale sempre più alta di trasporto merci via treno. In duomo è stata comunque una messa particolare che ha voluto anche ricordare la storica visita di 40 anni fa di Papa Giovanni Paolo II in città e all'Acciaieria.

Alla messa erano presenti tra gli altri anche la presidente della Regione, Donatella Tesei, l’assessore regionale Paola Agabiti, e il sindaco, Leonardo Latini. “Quaranta anni fa – ha ricordato il vescovo Piemontese - il Papa San Giovanni Paolo II, a partire dalla esperienza del lavoro in fabbrica, annunciò nella nostra città il vangelo del lavoro, dell’amore, della vita. Oggi alcune problematiche sono cambiate e migliorate solo in parte, mentre siamo alle prese con una crisi di sistema, di trasformazioni che non riusciamo a cavalcare, e da un anno con la pandemia del Covid-19, che ha prostrato la nostra società e anche il nostro territorio”.