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Scuola, in Umbria lunedì rientro in classe per 17 mila studenti delle elementari

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Sabrina Busiri Vici
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Dopo 50 giorni i bambini di 36 comuni umbri domani torneranno in classe. Quasi 17 mila su oltre 36 mila alunni della primaria riprenderanno le lezioni in presenza nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid. Tra i comuni che hanno avuto la fumata bianca dall’ordinanza regionale, secondo i dati contagi esaminati del Cts, c’è però chi ha deciso di posticipare a mercoledì il rientro: Città della Pieve e Magione. Nel primo caso il sindaco Fausto Risini riporta nell’ordinanza “per permettere l’effettuazione dello screening sulla popolazione scolastica interessata”. Mentre in Facebook il sindaco Giacomo Chiodini fa sapere che Magione ha un numero di contagi molto vicino alla soglia critica e, d’accordo con il commissario per l’emergenza Massimo D’Angelo, è stata presa la decisione di attendere il 24. 

 


Su aperture e chiusure proseguono le proteste del comitato Priorità alla scuola che ieri pomeriggio ha dato vita all’iniziativa: “Donatella Tesei c’è posta per te”. Gli organizzatori hanno raccolto dalle 16 alle 18 i messaggio di famiglie e studenti da presentare martedì in consiglio regionale. “Faremo presente in quell’occasione - precisa Francesca Guiducci del Comitato - che la riapertura di lunedì è uno specchietto per le allodole, un atto finalizzato a riadditare la scuola come colpevole di possibili aumenti di contagio post pasquali”. Il Comitato torna a contestare aspramente la chiusura della scuola come misura di contrasto contro il virus. “I dati dimostrano in Umbria come in Italia - prosegue Guiducci - che i contagi avvengono in ambito privato. Nel Perugino, per esempio, su 15 istituti onnicomprensivi solo uno è stato chiuso per questioni sanitarie. L’allerta dei pediatri e, dell’ultim’ora, anche degli esperti dell’ospedale Meyer di Firenze mettono in guardia sugli effetti dell’isolamento dei giovani. Rischiamo di giocarci una intera generazione”.

 

E Guiducci cita una lettera raccolta tra le tante arrivata al recapito della scuola Lomabardo Radice: “Da novembre ho smesso di chiedermi se stessi al passo con il programma, infatti mi sono resa tristemente conto che nessuna delle verifiche svolte in dad rispecchia la situazione che purtroppo è disarmante : i nuovi concetti trasmessi attraverso il computer non permangono nella memoria a lungo termine (...)”. E in tema di dad c’è anche chi ha scritto alla presidente Tesei con un appello accorato contro “l’ennesiama ordinanza firmata 48 ore circa dalla sua entrata in vigore” riportano due genitori di Amelia, comune in cui le scuole rimarranno chiuse. E la lettera prosegue: “Una decisione che comporterà ripercussioni delle quali lei sarà chiamata interessarsi in prima persona (...) questa ordinanza si prefigura come una prevaricazione violenta”.