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Umbria, AstraZeneca alle persone di 70-79 anni: li vaccineranno i medici in ambulatorio da aprile

Francesca Marruco
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Saranno i medici di base con il vaccino a vettore virale, AstraZeneca, a vaccinare le persone di età compresa tra 70 e 79 anni. Le somministrazioni per loro dovrebbero iniziare dai primi di aprile. O meglio, da quando verranno consegnate le dosi ai medici di medicina generale, che hanno già iniziato a vaccinare i loro assistiti ultraottantenni non autosufficienti che non possono uscire di casa. Per questi assistiti il vaccino prescelto è stato Moderna. Al momento sono stati circa 3.400 gli anziani che hanno ricevuto la prima dose. Tutte quelle che erano già state consegnate in Umbria. E anzi, proprio in questi giorni è attesa un seconda consegna da 5.700 dosi circa di Moderna per dare modo ai medici di medicina generale di terminare le somministrazioni per gli over80 non autosufficienti. 

 


Tornando invece alla categoria delle persone di età compresa tra 70 e 79 anni, saranno i medici a somministrargli il vaccino nei loro ambulatori. E’ quanto sta scritto nell’accordo integrativo tra i medici di medicina generale e la direzione regionale della sanità. “Il Piano strategico nazionale - si legge nell’accordo - ha individuato le priorità del target di popolazione da vaccinare in base all’età e alla presenza di condizioni patologiche; tra le priorità alla categoria 2 è previsto il target di popolazione di età compresa tra i 70 e 79 anni. Ciò premesso, si ritiene necessario coinvolgere i medici di medicina generale nella forma più ampia possibile, vista anche la loro esperienza nello svolgimento di attività di somministrazione dei vaccini, nonché quale primo contatto all’interno del sistema sanitario di accesso diretto con i propri assistiti. I medici di medicina generale pertanto, in questa seconda fase, effettuano la vaccinazione Anti Covid 19 ai propri assistiti con vaccino a vettore virale presso le sedi ambulatoriali”. Questo salvo il caso in cui il paziente di quella età sia compreso nella categoria 1, ovvero dei supervulnerabili, che invece riceveranno Pfizer. 

 


I medici di base “potranno garantire - si legge nell’accordo - la vaccinazione a domicilio con vaccino m-RNA dei soggetti individuati dal piano vaccinale appartenenti alla categoria 1 che non si recheranno presso i punti vaccinali sono altresì impossibilitati a recarsi presso lo studio del medico e/o presso la Aft di riferimento, in analogia a quanto definito per gli ultraottantenni con l’accordo del 15 febbraio”. “In questa seconda fase - sta ancora scritto nell’accordo - verranno coinvolti, nella campagna di vaccinazione anti Covid-19, anche i medici addetti al servizio di continuità assistenziale i quali, aderiranno volontariamente a detta campagna, dandone adesione scritta all’Azienda Usl di appartenenza. Le modalità di collaborazione e organizzazione dei medici di continuità assistenziale saranno condivise e programmate congiuntamente al coordinatore della Aft e del Direttore di Distretto del territorio interessato”. Le somministrazioni dovranno avvenire entro 10 giorni dalla consegna del vaccino e i medici dovranno aggiornare in tempo reale l’anagrafe vaccinale.