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Perugia, rissa in centro: per i ragazzi lavori utili alla Caritas

Francesca Marruco
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Si dividono le strade degli otto ragazzi imputati per la rissa che si è verificata il 22 maggio dell'anno scorso dietro il Duomo di Perugia. I tre giovani di origine napoletana hanno chiesto l’ammissione alla messa alla prova e hanno presentato al gup, Angela Avila: lavori di pubblica utilità alla Caritas di Perugia e alla Misericordia di Assisi per evitare una condanna che sarebbe stata quasi certa.

Parallelamente, dopo il rifiuto per la prima offerta risarcitoria di 5mila euro, i tre - assistiti dagli avvocati Vincenzo Maccarone e Claudio Cimato - hanno ora proposto una cifra di circa 8 mila al giovane a cui venne rotta la mandibola in piazza Grimana dopo la rissa vera e propria che si scatenò quella sera. Quel ragazzo, difeso da Francesco Falcinelli, ha la doppia veste di parte civile nei confronti dei tre coimputati ed è imputato lui stesso, per rissa. Il suo legale intanto ha accettato la proposta di risarcimento a titolo di acconto. Ovvero non vieta di chiedere ulteriori danni in sede civile. Per i tre ragazzi di origine meridionale si tornerà in aula il prossimo 15 luglio per il programma di messa alla prova.

Per gli altri cinque perugini invece - difesi dagli avvocati Falcinelli, Michele Nannarone e Michele Bromuri - si torna in aula giovedì prossimo. Ieri i loro avvocati hanno sostenuto la loro estraneità al reato di rissa. Gli avvocati hanno rivendicato la “legittima difesa” da parte dei loro ragazzi “provocati e aggrediti dall’altro gruppo”. “Hanno solo difeso un amico”, hanno sostenuto nel chiedere il non luogo a procedere. Per loro si torna in aula la prossima settimana.