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Covid in Umbria, piano per la riapertura delle scuole elementari in cinque distretti: ecco quali

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Ale.Ant. e Fra.Mar.
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Sono cinque al momento distretti umbri in cui le scuole elementari potrebbero riaprire da lunedì: Narni-Amelia, Alto Chiascio, Perugino, Trasimeno e Media Valle del Tevere. Sette no: Terni, Orvietano, Spoleto, Foligno, Valnerina, Assisano e Altotevere. La linea di confine è 200 casi per 100 mila abitanti: fissata dal Cts umbro sotto quella del Dpcm (250x100.000) in via precauzionale, vista la prevalenza di varianti (al 91,3% nel cuore verde). Ma all’interno dei singoli distretti aperti o chiusi andranno valutati i dati dei singoli comuni: i municipi (in particolare i più piccoli) con tasso sopra la soglia nei distretti “verdi” potrebbero chiudere con ordinanza del sindaco. Viceversa in caso contrario. Ieri, giovedì 18 marzo, è stato fatto il punto in un vertice fra Anci Umbria (Associazione nazionale Comuni italiani) e Regione, con gli assessorati della Scuola e della Sanità.

Il protocollo in questione verrà sottoposto al Cts, che si riunisce oggi alle 14,30: il parere espresso sarà vincolante. In caso positivo è attesa l’ordinanza della governatrice, Donatella Tesei. Ieri nella conferenza stampa del Nucleo epidemiologico uno dei membri del Comitato tecnico scientifico, Marco Cristofori, ha già anticipato parere positivo a questo “percorso”. Il commissario Covid Massimo D’Angelo ha fatto lo stesso, precisando che “la scuola non è in discussione quale luogo non sicuro, ma lo sono il pre e post scuola che confluiscono poi, inevitabilmente, al suo interno”. Poi ha confermato che si lavorerà “secondo schede e modelli specifici e per distretti, per poi scendere nell’analisi nei singoli Comuni”. L’assessore alla scuola, Paola Agabiti, ha evidenziato come “nell’ultima ordinanza assunta, era già prevista la possibilità di rivedere settimanalmente l’andamento e quindi di poter modulare le scelte”. Il presidente Anci e sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, ha detto: “il modello concertato va proprio nella direzione di far comprendere le motivazioni alla base delle scelte, dati alla mano: un metodo che tiene conto della parte scientifica e di quella psico-sociale”.

 

Al momento le riaperture riguardano le elementari, a partire da lunedì 22 marzo fino a mercoledì 31: il primo aprile iniziano le vacanze di Pasqua. Restano chiuse le scuole medie e superiori, che continuano la didattica a distanza al 100%. Intanto il comitato A Scuola contesta il fatto “che venga ritenuto il parere del Cts vincolante”. Il Tar del Lazio “ha recentemente evidenziato che in ambito scolastico il Cts nazionale non ha dati idonei atti a sostenere la chiusura delle scuole, come può averceli quello Umbro che non rende pubblici neanche i verbali?”, è scritto in una nota. No al “al fatto che si parli ancora di varianti in relazione alla chiusura delle scuole: come sottolineato da Sara Gandini (epidemiologa-biostatistica) su Lancet non ci sono correlazioni tra varianti e maggior rischio di contagio nella popolazione scolastica”.