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Vaccini, iniezioni anche nello studio del dentista: prima adesione in Umbria

Alessandro Antonini
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C’è una lista di medici in pensione pronti ad essere arruolati a titolo gratuito per effettuare le vaccinazioni contro il Covid. La Usl 1 sta studiando una delibera per regolare i rapporti tra ente e professionisti in questa fase di emergenza. Nella lista ci sono già oltre 20 soggetti. Intanto in vista della ripresa a regime del piano vaccinazioni si punta ad incrementare anche la rete dei punti vaccinali. Dall’inizio di aprile in Umbria sono annunciati 30 vassoi a settimana, pari a 35.100 dosi di vaccini. Vuol dire che il sistema regionale dovrà essere pronto a somministrare più di cinquemila dosi al giorno. E’ l’obiettivo annunciato dalla giunta regionale e dalla direzione sanità due settimane or sono. 
In base alle nuove linee guida nazionali intanto si amplia la platea dei luoghi e degli operatori addetti alle vaccinazioni. Sono stati inclusi anche i dentisti.

 

 

Da ieri è disponibile il protocollo firmato a livello nazionale. A Perugia un primo odontoiatra ha già dichiarato di voler aderire: è Sauro Cristofani, tra l’altro ex assessore comunale della giunta Locchi e membro del Pd umbro. “Ovviamente ho dato la mia disponibilità”, spiega Cristofani, “ora aspetto le applicazioni regionali per attivarmi”. La partecipazione degli iscritti all’albo degli odontoiatri alle attività di somministrazione dei vaccini anti Covid sarà, viene indicato nel protocollo, “su base volontaria ed in base alle specifiche modalità organizzative e alle caratteristiche territoriali nonché alle modalità concrete di vaccinazione della popolazione individuata”. Più precisamente “il reclutamento degli iscritti all’albo degli odontoiatri avviene da parte delle Regioni e Province autonome, anche attraverso gli ordini territoriali, le sezioni territoriali delle Associazioni di categoria, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale”. 

 


Alle Regioni e Province autonome compete la distribuzione delle dosi di vaccino per ciascun centro vaccinale, ivi compresi i necessari dispositivi di conservazione previsti, e gli elenchi aggiornati dei soggetti destinatari. Gli odontoiatri volontari potranno scegliere se rendersi disponibili per somministrare i vaccini nelle sedi di somministrazione che saranno indicate da Asl e Regione, oppure presso i propri studi “opportunamente inseriti su base volontaristica nella rete dei punti di vaccinazione, laddove le Regioni e le Province autonome riterranno necessario il reclutamento di ulteriori sedi di vaccinazione a causa della demografia del territorio”.  Cristofani ha dato anche la disponibilità ad utilizzare anche il proprio studio per effetturare le iniezioni, in caso le linee guida regionali lo permettano.