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Umbria, il comitato Priorità alla scuola scende in piazza per protesta: "Basta dad"

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Un paio di scarpe nuove per ogni studente dimenticato. Sono quelle lasciate a terra, in piazza IV Novembre a Perugia, dai rappresentanti del comitato Priorità alla scuola composto da insegnanti, studenti e genitori che continuano a chiedere la riapertura (“in sicurezza”, puntualizzano) dei plessi di tutta l’Umbria.

 

“Io ho due figli - racconta una delle mamme presenti, Martina Damiani - il più piccolo fa le elementari e da più di un mese è in dad. Il più grande è alle superiori e, dall’inizio dell’anno scolastico, ha fatto in presenza tredici giorni. Una follia”. Quello che il comitato contesta è l’assoluta mancanza di investimenti, in questo anno di pandemia, in grado di garantire un rientro in classe di bambini e ragazzi. “Il diritto alla salute - evidenzia Martina Damiani - non può escludere il diritto all’istruzione”. E a chi ricorda i dati della Regione relativi al contagio in crescita nelle fasce di età scolastica, i rappresentanti del comitato evidenziano che non è in classe che il virus si diffonde.

 

 

“Consideriamo la scuola un presidio di sicurezza - spiega Marina Damiani - lo dimostra il fatto che quando c’è un bambino positivo e tutti i compagni di classe vengono sottoposti a tampone, questi risultano negativi. In classe vengono rispettati tutti i protocolli di sicurezza, su questo fronte siamo assolutamente tranquilli. La massima attenzione, semmai, va posta fuori. Per i trasporti, ad esempio, non è stato fatto abbastanza”. Il comitato Priorità alla scuola non ha intenzione di arrendersi. Quella di ieri è stata una delle tante iniziative in programma, altre ce ne saranno da realizzare fino a quando, dicono, le scuole non riapriranno in sicurezza.