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Umbria, coppia di genitori si ribella alla dad: "Spegniamo il computer, nostri figli esonerati"

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Basta dad. Una coppia di genitori di Amelia, Margarita Soledad Assettati e Giorgio Pezza, ha inviato una lettera a dirigente scolastica e insegnanti per comunicare la scelta di esonerare i figli dalla modalità della didattica a distanza per il periodo previsto dall’ultima ordinanza regionale, ovvero da ieri, lunedì 15 marzo, a lunedì 5 aprile. “E oltre se la chiusura delle scuole dovesse proseguire”, evidenzia Margarita Soledad Assettati che di professione fa la psicoterapeuta e che anche grazie al suo lavoro ha potuto approfondire la tematica. “Studi scientifici dimostrano che l’online brain, ovvero l’eccessiva esposizione agli schermi collegati in rete, provoca danni organici al lobo frontale del cervello, in particolare a soggetti in fase di sviluppo - ribadisce la giovane mamma - In sostanza, questa parte del cervello si atrofizza e perde neuroni in modo irreversibile. Per questo anche le facoltà cognitive e di apprendimento ne risentono notevolmente, in quanto non c’è possibilità di “fissare il ricordo”, di mantenere dati nella mente”.

 

 

 

Gli effetti non sono immediati ma da subito, spiega la psicoterapeuta, “la reazione emotiva a questo processo biologico, si evidenzia con manifestazioni di nervosismo, basso livello di concentrazione che si trasformano in demotivazione e apatia”. Margarita e Giorgio sono genitori di quattro figli, uno dei quali avuto in affidamento e che in questo periodo è con la madre naturale. Il ragazzo ha 17 anni e anche per lui si è scelto, insieme, l’esonero dalla dad. Gli altri tre figli hanno 10, 8 e un anno e mezzo. “La dad - dicono Margarita e Giorgio - non può più essere una risposta all’istruzione dei nostri figli in tempo di pandemia. Non siamo in una fase di emergenza ma stiamo convivendo col virus da un anno. Possibile che in un anno coloro che ci governano, a livello nazionale e regionale, non siano stati capaci di trovare alternative che tenessero conto del benessere e dell’apprendimento? Noi, ogni giorno, abbiamo rispettato alla lettera le regole, abbiamo rispettato tutti, ci siamo conformati a direttive stringenti di ogni tipo per contenere i contagi. A questo ennesimo sacrificio ai danni dei bambini e dei ragazzi diciamo no”. Prima di prendere la decisione, la coppia di genitori si è bene informata anche su quelle che potrebbero essere le eventuali conseguenze legali del loro atto.

 

 

“Essendo stati presenti per i tre quarti dell’anno scolastico i ragazzi non rischiano la bocciatura nemmeno se si dovesse andare avanti così sino a giugno - evidenziano - Non mancherà, ovviamente, il nostro impegno a mantenere in essere i doveri scolastici dei nostri figli, relativo a l’esecuzione dei compiti assegnati e nel subentro, eventuale, di sostegno alla didattica portata avanti dalle docenti. Ribadiamo - sottolineano anche nella lettera inviata alla dirigente scolastica- che tale scelta si appella al diritto allo studio e alla libertà educativa sancita dall’ articolo 30 della Carta Costituzionale al quale siamo costretti a fare riferimento in assenza di una didattica alternativa più adeguata alle necessità dei nostri figli”. La lettera in questione sarà anche inviata alla dirigente scolastica regionale Antonella Iunti e alla governatrice Donatella Tesei. Al di là di tutto, i due ci tengono a sottolineare l’ottimo lavoro portato avanti fra mille ostacoli degli insegnanti che, nonostante tutto, continuano a trovare le migliori strategie per condurre al meglio il proprio compito. “Per loro - dicono - c’è solo il nostro encomio e gratitudine”.