Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Astrazeneca, umbri disertano vaccinazioni: solo 66 su 2600

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Quanti cittadini andrebbero di corsa se contattati per avere una dose di vaccino, anche all’ultimo minuto? Tantissimi, senza dubbio. Il tema è all’ordine del giorno ovunque: tutti vorrebbero una dose. (Relativamente) pochi - per problemi di diverso tipo - fino ad ora l’hanno avuta. Ebbene in Umbria succede che su 2.600 persone che ieri avrebbero potuto avere la loro dose di vaccino AstraZeneca, se ne siano presentate solo 66. Il 2,5% della platea potenziale. Secondo quanto si apprende, la task force che sta gestendo le agende vaccinali ha inviato 2.600 messaggi ad altrettante persone facenti parte di categorie per cui è già stata decisa la vaccinazione con AstraZeneca, alcuni delle quali già prenotate, ma solo in un secondo momento, e gli è stata offerta la possibilità di prenotarsi appunto per ieri.

 

Ma, sarà la psicosi per la questione AstraZeneca - su cui, va detto, al momento non esiste alcun nesso causale tra vaccino e morti, ma solo temporale - sarà non si sa bene cosa, che hanno risposto solo in 66. Tanto che ieri in tutta la regione, con una potenzialità di sola AstraZeneca di 1.600 dosi si sono vaccinate solo 112 persone. Oltre ai 66 che hanno risposto alla chiamata per AstraZeneca sono stati vaccinati 55 volontari della sanità (a cui va lo Pfizer)e un operatore sanitario. Certamente una giornata buttata. Al punto vaccinale di Ponte D’Oddi, l’unico del distretto perugino aperto la domenica, ieri sono stati fatti solo 3 vaccini. La potenzialità è di circa 200 nelle sole ore mattutine. Negli Stati Uniti sono nate le liste di “leftover”: le persone danno la propria adesione per essere chiamati all’ultimo momento per fare il vaccino. Che è un po’ quello che è successo venerdì e sabato anche in Umbria dopo il ritiro del lotto AstraZeneca da parte dei Nas.

 

 

“Venerdì pomeriggio a Ponte D’oddi abbiamo vaccinato solo 12 persone con AstraZeneca” spiega la dottoressa Barbara Blasi, direttore del distretto del perugino, che aggiunge: “In Inghilterra hanno vaccinato milioni di persone con questo vaccino, è sicuro. Non si può rinunciare”. E ieri, l’invito a fare presto con i vaccini è arrivato anche dal presidente della Cei, arcivescovo Gualtiero Bassetti, che ieri - nell’omelia della celebrazione eucaristica delle “24 Ore per il Signore” di domenica 14 marzo, nella concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio di Città della Pieve, ha detto : “Chiediamo con tutte le nostre forze alla politica regionale e nazionale di accelerare il più possibile i processi decisionali circa i vaccini per una loro rapida somministrazione, soprattutto agli anziani e ai soggetti fragili”. Il cardinale Bassetti, in qualità di presidente della Cei, nei giorni scorsi, dopo essersi consultato con i vescovi, ha dato indicazione di mettere a disposizione per le attività di vaccinazione gli ambienti parrocchiali e di comunità religiose non riservati alla preghiera e al culto. Intanto, a fronte della dichiarata potenzialità di vaccinare di 37.500 dosi a settimana in Umbria, in quella appena terminata, sono state somministrate 19.576 dosi. Di queste 11.501 sono state di Pfizer, 7.384 di AstraZeneca e 691 di Moderna. In particolare, di queste 9.819 sono andate a over80, 1.187 a over 90, 163 a persone in età compresa tra 70 e 79 anni, 2.896 a persone di età compresa tra 50 e 59 anni, 2.334 tra 40 e 49 anni. Risultano anche vaccinate 687 persone di età compresa tra 20 e 29 e 14 di età compresa tra 16 e 19 anni. La settimana precedente erano state 23.714. Ieri si sono prenotate appena 803 persone. Il giorno prima 930.