Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, in due giorni 1.000 rinunce per il vaccino AstraZeneca dopo il sequestro del lotto

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

In due giorni in Umbria le defezioni tra i prenotati che avrebbero potuto ricevere una dose di vaccino AstraZeneca sono state poco meno di mille. E la cifra potrebbe non essere ancora definitiva visto l’allineamento dei dati che viene fatto ex post. Tanto è vero che, alla fine dei conti, le circa 500 defezioni che si sono verificate venerdì, di cui il Corriere dell’Umbria ha dato notizia ieri, alla fine erano 700. Quindi anche più del 20% calcolato sui 2.500 prenotati.

 

 

E ieri - dato passibile di revisione come accaduto anche per il giorno prima - ci hanno rinunciato in almeno 270. C’erano infatti prenotate 1.696 vaccinazioni e si sono presentate in 1.430 persone. A Narni rispetto ai circa 70 vaccini effettuati giornalmente ieri ne sono stati fatti solo 7. Dati preoccupanti. E non sono gli unici. Giovedì infatti la task-force che gestisce le agende vaccinali dell’Umbria aveva inviato messaggi a circa 2.600 persone. La maggior parte di loro fanno parte del mondo scolastico. Per tutti c’era la possibilità di anticipare la somministrazione della dose da dopo il 22 marzo ad oggi. Dei 2.600 destinatari dell’iniziativa, hanno risposto in 35. Ieri sera, in un vertice del commissario Covid, Massimo D’Angelo, con i direttori di distretto e i farmacisti delle Asl che organizzano lo smistamento delle dosi, è stato anche proposto di sospendere le vaccinazioni di oggi vista la situazione.

 

“Questo - dice il commissario D’Angelo - è un dato molto preoccupante. C’erano liste nuove ma l’adesione è stata infinitesimale. E’ evidente che le persone hanno molti timori e magari hanno deciso di aspettare qualche altro giorno e vedere come va la situazione”. Quanto alle defezioni che potrebbero aver causato “spreco” di dosi, il commissario è categorico: “Nulla è stato buttato o non utilizzato. E’ stato solo diversamente destinato. Del resto i vaccini AstraZeneca non hanno il problema della deperibilità come Pfizer e Moderna”.