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Umbria, covid in cioccolateria, la produzione delle uova di Pasqua salvata da tutorial online

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La cioccolateria Vetusta Nursia anche quest’anno è riuscita a garantire a tutti la consegna delle sue golose uova di Pasqua. Ma il Covid ha rischiato di fare più danni di quanti a suo tempo ne aveva provocati il terremoto. Il “disastro”, come lo definisce la titolare del laboratorio di Norcia, Arianna Verucci, si è avuto quando, nelle scorse settimane, un collaboratore è risultato positivo al Covid. Sottoposti a tampone, altri quattro dipendenti si sono rivelati contagiati anche se asintomatici.

 

Arianna Verucci, negativa al primo tampone, si è messa comunque in isolamento in via precauzionale salvaguardando così anche i suoi clienti visto che al secondo test è risultata positiva. “Avevo ordini da smaltire e una produzione che non potevo abbandonare - racconta - ero veramente disperata. Ho chiamato i miei figli, che studiano fuori regione, e mio fratello. Nicolò e Gaia, il suo fidanzato Iacopo e mio fratello si sono rivelati una squadra insuperabile: in videolezione hanno seguito tutti i suggerimenti dei miei dipendenti e sono riusciti a fare un capolavoro. Mia figlia si è occupata delle spedizioni e siamo riusciti a portare a termine le consegne, anche se con lievissimo ritardo ma tra i clienti c’è stata massima comprensione. Siamo ancora stremati dal terremoto, questo sarebbe stato un colpo decisivo per noi. Invece, grazie alla mia famiglia, tutto si è risolto bene anche se abbiamo dovuto sospendere la pasticceria perché in questo caso i tutorial sarebbero stati molto più complessi da seguire”.

 

 

Il Covid, comunque, aveva già segnato in maniera negativa la Pasqua, come succede in tutto il resto del mondo. “L’anno scorso avevamo mantenuto gli ordini del 2019 ma poi abbiamo avuto tanti resi - spiega Verucci - quest’anno gli ordini sono diminuiti di un buon 30%, l’unica consolazione è che non dovremmo avere resi”.