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Covid Umbria, per il turismo perdite da 40 milioni per lo stop di Pasqua

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“Lo stop di Pasqua costerà orientativamente 40 milioni alle imprese del turismo”: a parlare è Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi Umbria, che definisce “un’altra mazzata” per il settore la decisione di trasformare tutta l’Italia in zona rossa nei giorni 3, 4 e 5 aprile. Un mini-lockdown sattamente come era avvenuto a Natale e Capodanno. “Le ripercussioni di queste decisioni saranno enormi per l’intero comparto - evidenzia Fittuccia - e rappresentano l’ennessimo colpo per noi che, soltanto un mese e mezzo fa, avevamo deciso di smettere di piangerci addosso e di puntare tutto sulla Pasqua. Queste feste dovevano rappresentare il momento della rinascita dopo un periodo di totale buio”. 

 

 

Secondo l’ultimo report di Demoskopika elaborato su dati Siope, Istat e Banca d’Italia, l’Umbria lo scorso anno ha registrato 2.929.369 di presenze in meno e un calo che si attesta su 1.147.867 per gli arrivi con una contrazione rispettivamente del 49.7% e del 47.1% rispetto all'anno precedente. Netta flessione anche per la spesa turistica: persi nel 2020 209.153.919 euro. 
“A questo punto non possiamo che sperare di poter ripartire senza intoppi a giugno - dice Fittuccia -. Diventa adesso fondamentale arrivare all’appuntamento preparati e con il giusto sostegno. L’80% delle nostre imprese sono chiuse da tempo, alcune addirittura da un anno, altre sono riuscite a lavorare soltanto nei due mesi centrali dell’estate e non hanno liquidità in cassa. Per questo abbiamo rivolto un appello alla Regione e siamo stati fortunati perché abbiamo trovato nell’assessore Paola Agabiti un interlocutore sensibile: nei prossimi giorni dovrebbe uscire un bando veloce che assicurerà un minimo di sostegno in vista della riapertura estiva”.

 

Federalberghi ha anche chiesto di riservare agli operatori del turismo una corsia preferenziale nella campagna di vaccinazione in maniera tale da rilanciare il settore facendo sì che il turista che arriva e alloggia in albergo possa sentirsi tranquillo. “L’estate scorsa ha funzionato bene l’immagine dell’Umbria bella e sicura ed è su questo che dobbiamo continuare a puntare - conclude Fettuccia - Avere tutto il personale del settore vaccinato significa dare un messaggio rassicurante al turista che avrà così un motivo in più per scegliere la nostra regione per le vacanze”