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Umbria, ricoveri e positivi in diminuzione: ci sono altri 10 morti e 395 guariti

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Oggi in Umbria i numeri del Covid sono portatori di buone notizie. I nuovi positivi sono 196 a fronte di 3.454 tamponi molecolari analizzati. L'incidenza dei positivi sul totale dei tamponi è quindi del 5, 6%. Un dato in calo rispetto ai giorni scorsi. Anche il dato dei nuovi guariti è confortante: oggi sono stati ben 395. Per questo motivo la somma degli attualmente positivi è molto più bassa di quella di ieri (-209 persone) e la curva degli attualmente positivi continua a scendere. Anche sul fronte ospedaliero le notizie sono altrettanto confortanti: in un giorno il saldo dei degenti fa registrare un meno 11 che porta gli attualmente ricoverati a 471. Purtroppo in terapia intensiva è arrivato un paziente in più, quindi il totale degli attualmente ricoverati nel reparto di massima gravità è 80. Purtroppo vanno infine registrarti altri 10 decessi che porta il totale delle vittime a 1.147 dall'inizio della pandemia. 

 

 

Ieri la cabina di regia nazionale ha confermato la fascia arancione, definendo per l’Umbria l’Rt più basso d’Italia (0,82) secondo solo all’indicatore della Provincia autonoma di Bolzano (0,61). Ma il questo caso la rilevazione è fra l’1 e il 7 marzo. La conferma della fascia arancione coincide con quella della fascia di rischio della settimana scorsa: moderata al alta probabilità di progressione. La presenza delle varianti inglese e brasiliana non consente di abbassare la guardia.

 

Anche perché i nuovi focolai nella settimana esaminata sono stati 303 in Umbria e 517 i nuovi casi di infezione non associati a catene di trasmissione note. In alcuni territori, dall’Altotevere al Folignate, passando per Assisi-Bastia fino a arrivare alla provincia di Terni, l’incidenza dei contagi è superiore ai 250 per 100 mila abitanti. L’incidenza complessiva regionale tra l’1 e il 7 marzo è pari a 186.29. Nel report ministeriale figura ancora la presenza della zona rossa - ormai caduta dalla scorsa ordinanza - elemento decisivo per la fascia di rischio. Questo perché il report nazionale si basa ancora su dati vecchi di sette giorni.