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Covid Umbria, i ristoratori: "Non lavoriamo ma dobbiamo pagare le tasse". E' protesta

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“Siamo molto preoccupati, al limite della disperazione. Il Decreto ristori quater rinviava le tasse di novembre, quindi i secondi acconti di Irpef, Irap, Ires al 30 aprile. Manca un mese e noi, che in Umbria da novembre siamo stati aperti si e no dieci giorni, abbiamo le casse vuote”: a parlare è Enrico Guidi, presidente regionale di Mio Umbria, il Movimento imprese ospitalità che ha intrapreso, a livello nazionale, un’azione di disobbedienza fiscale. Il Movimento ha avviato un’azione legale contro il pagamento di tasse e tributi gravanti dal marzo 2020 in poi su ristoranti, alberghi, bar, pizzerie, pub, negozi, grossisti, distributori, partite Iva in genere. Gli aderenti all’iniziativa hanno bloccato il versamento della Tari, della tassa sulle insegne, della Siae e dei contributi Inps, esclusa la quota dipendente.

 

“Ci devono ancora spiegare - evidenzia Guidi - perché dobbiamo pagare la tassa sulle insegne che da mesi rimangono spente. O perché dobbiamo versare la Tari se non usufruiamo del servizio”. Il Movimento si avvale di un pool di avvocati e commercialisti pronti a difendere i piccoli imprenditori che assisteranno già dall’arrivo del primo avviso di pagamento. Presenteranno immediatamente un ricorso e offriranno la loro copertura legale fino al terzo grado di giudizio. Mio Umbria è il Movimento che lo scorso 26 febbraio ha portato in piazza, a Perugia, i rappresentanti di tutti i settori più danneggiati dall’emergenza sanitaria: ristoratori, produttori, agenti, distributori, palestre, mondo della notte e  commercianti tutti uniti per chiedere a gran voce un piano per la ripartenza e una programmazione delle riaperture. Nella stessa mattinata una delegazione del Movimento aveva incontrato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, per esporre il “Piano per la ripresa economica del settore horeca”. Il documento, che si articola in dieci capitoli, sviscera tutte le problematiche del comparto horeca proponendo, caso per caso, le singole soluzioni.

 

Il punto centrale riguarda i risarcimenti alle aziende, che devono essere istantanei e calcolati sulle effettive perdite di fatturato. Adesso la battaglia si è aperta anche sul fronte fiscale. A essere coinvolto è tutto il settore horeca ma i ristoratori, in particolare, sembrano essere i più agguerriti. Soprattutto dopo che il premier Draghi ha annunciato una nuova stretta per la Pasqua. Con i ristoranti che, a quanto pare, ancora una volta dovranno restare chiusi.