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Spoleto, acqua sull'asfalto. Sbanda con l'auto e finisce contro un muro: multata

Filippo Partenzi
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Si schianta contro il muro dopo aver sbandato nel sottopasso di Madonna di Lugo a Spoleto e la polizia municipale la multa per aver perso il controllo dell’auto. È successo a Chiara Fabrizi, 35 anni, corrispondente del Corriere dell’Umbria da Spoleto, che martedì mattina 9 marzo, è rimasta lievemente contusa a seguito dell’incidente autonomo che, a suo dire, è stato provocato dalla presenza di acqua nella parte destra della carreggiata. La donna, che marciava verso Spoleto centro, uscendo dal sottopasso ferroviario non è riuscita a controllare la Fiat Panda a bordo della quale viaggiava da sola ed è finita contro il muro.

 

Lo schianto è stato violento, provocando l’esplosione di entrambi gli airbag, con la 35enne che ha riportato soltanto delle contusioni, così come accertato dal personale del Pronto soccorso, che ha poi raggiunto autonomamente e dove è stata sottoposta a una serie di accertamenti diagnostici, all’esito del quale è stata dimessa con sette giorni di prognosi. La beffa si è invece consumata ieri. Gli agenti come di prassi hanno consegnato a Fabrizi il verbale dell’incidente, in cui si legge che la conducente “non è stata in grado di conservarne il controllo considerate le condizioni della strada evidenziate da segnaletica verticale: strada deformata, limite velocità 30 km/h, pericolo generico, strada sdrucciolevole per pioggia, zona soggetta ad allagamenti”. Firmata la documentazione di prassi è arrivata la sorpresa.

Sì, perché invece di salutarsi gli agenti le hanno anche consegnato una sanzione amministrativa da 42 euro (29 se pagata entro i cinque giorni) per violazione del comma 2 dell’articolo 141 del codice della strada, secondo cui “il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Oltre il danno, insomma, c’è stata anche la beffa.