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San Giustino, imprenditore scomparso in Albania: arrivati in Italia i resti umani ritrovati nell'auto carbonizzata

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Sono arrivati nella tarda serata di martedì 9 marzo a Roma, via mare provenienti dall’Albania, i resti di ossa estratti dall’auto noleggiata da Davide Pecorelli a Rinas il 3 gennaio e trovata carbonizzata il 7 gennaio nella zona montuosa di Puka. Finalmente una volta che segna un’accelerazione nel giallo dell’imprenditore di San Giustino scomparso il 6 gennaio 2021 in Albania, dove era andato per lavoro. I resti, materialmente trasportati dal Servizio per la coooperazione internazionele di polizia, sono stati presi in consegna dagli esperti della polizia scientifica. Ora sono nei laboratori capitolini. Finite le lungaggini legate alla rogatoria e a diverse tempistiche. Adesso gli esperti potranno subito verificare se è possibile estrarre il Dna dai resti e nel caso proseguire con la comparazione del profilo genetico con quello delle figlie di Pecorelli, contattate dalla squadra mobile di Perugia che indaga su coordinamento del Procuratore di Perugia, Raffaele Cantone e dell’Aggiunto, Giuseppe Petrazzini. Anche la polizia albanese sta indagando sulla scomparsa dell’imprenditore che ha interessi a San Giustino, Città di Castello, Corciano, Perugia e nella vicina Sansepolcro. Il core business è quello dei saloni di bellezza, anche se in Altotevere ha pure un’attività di ristorazione.

 

Nei giorni scorsi gli inquirenti albanesi hanno inviato una lettera ai colleghi perugini, in cui chiedevano di verificare “i conti correnti bancari e le transazioni effettuate con cittadini albanesi”. Non solo. Ai colleghi italiani veniva suggerito di verificare con precisione quanti contanti avesse al seguito Pecorelli nella trasferta albanese. La notizia è stata rilanciata, in esclusiva dall'emittente albanese Report Tv. Inoltre si invitavano le autorità italiane “a verificare con le compagnie telefoniche italiane tutti i numeri e i contatti avuti da Pecorelli con numeri albanesi”.

Finora gli inquirenti albanesi hanno seguito la pista della disgrazia e, in subordine, quella del suicidio. Rapina finita male o omicidio invece, pur non escludendo nessuna altra pista, sembrano quelle privilegiata dagli inquirenti perugini, che hanno aperto un fascicolo per omicidio.