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Covid in Umbria, procede a singhiozzo il piano vaccini: il punto di Torgiano resta chiuso martedì mattina

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Alessandro Antonini
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Procede a singhiozzo il piano vaccinazioni. Dopo l’accelerazione dei primi giorni di marzo ci sono di nuovo stop and go. 
Continuano i problemi con gli aggiornamenti delle agende. Tanto che ieri mattina, martedì 9 marzo, il punto di Torgiano, il terzo di tutto il Perugino, è rimasto chiuso. Anche il giorno prima erano saltate le somministrazioni del primo turno. Dalla Regione si riferisce di un non meglio specificato “assestamento delle agende”. La seduta è ripresa nel pomeriggio. Entro la settimana in corso sono state annunciate le prenotazioni dei soggetti fragili e per il personale dei servizi assistenziali. Ma a ieri non erano state ancora definite le date. Annunciato anche l ’avvio delle somministrazione al personale penitenziario.

C’è ancora da completare quello delle forze armate, degli over 80 e del personale scolastico. Ieri l’Umbria, stando ai dati del ministero della salute aggiornati alle 19:30, aveva somministrato 76.345 dosi su98.735 ricevute, pari al 77,3%. La media nazionale è del 79,7%. Ben 33.123 dosi sono andate agli operatori sanitari e socio sanitari, 6.113 agli ospiti di strutture residenziali, 19.210 agli over 80, 1.951 alle forze armate e 11.638 al personale scolastico. Le dosi al personale non sanitario sono 4.310.
Secondo la Regione a ieri sono stati vaccinati almeno con una dose 57.581 umbri con 77.719 prenotazioni effettuate in totale. 
Non mancano però segnalazioni di prenotazioni bloccate in alcune zone della regione: dagli attuale 17 punti vaccinali si dovrebbe passare a 20 nel giro di pochi giorni, fino a 22 come da obiettivo finale. Anche su questo fronte il problema resta la carenza di organico. Il punto vaccini di Ponte San Giovanni (Cva), già allestito, non è stato attivato perché servono tre medici per coprire i turni. E non ci sono ancora. La governatrice Donatella Tesei ieri in consiglio regionale ha fatto il punto, ammettendo che a fine febbraio ci sono stati dei ritardi ma nei giorni a seguire l'Umbria "è stata tra le regioni più performanti, soprattutto nel rapporto tra vaccini ricevuti e vaccini somministrati". Tesei ha sottoposto anche al nuovo governo la richiesta urgente di 16 mila dosi che mancano nel rapporto alla popolazione, riequilibrio che l'Umbria chiede sin da gennaio. E le 50 mila dosi in più prenotate dopo la scoperta delle varianti - rimodulazione prevista dallo stesso piano vaccinale - per cui "il ministro alla Salute Roberto Speranza si era impegnato" e che ancora non si sono viste. 

“Oggi abbiamo una capacità di vaccinazione per 5mila dosi al giorno. Se avessimo i vaccini in 5 mesi riusciremmo a somministrare la prima dose a tutti gli umbri", azzarda la presidente. Però la quota di somministrazione complessive sulle dosi ricevute è ancora sotto la media nazionale. “Dobbiamo continuare e migliorare”, sprona Tesei. Ma coi punti vaccinali chiusi di mattina l’impresa è dura.