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Covid in Umbria, Tesei sfida il lockdown: "Ho chiesto al Cts di poter riaprire i negozi il sabato pomeriggio"

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Alessandro Antonini
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La presidente della giunta Regione, Donatella Tesei, ha annunciato di aver chiesto a Cts e direzione Sanità la modifica dell'ordinanza anti Covid firmata venerdì scorso per permettere la riapertura dei negozi di vicinato il sabato pomeriggio. Già dal prossimo week end, E' quanto riferito dalla governatrice nel consiglio regionale di martedì 9 marzo. "Abbiamo regole ferree sul commercio", è una strada praticabile secondo la presidente. La proposta rischia di andare a sbattere contro il lockdown completo nei fine settimana che il governo si appresterebbe a varare. Altra richiesta annunciata da Tesei la possibilità di "riaprire le scuole materne ed anche le elementari" nei comuni non a rischio. Questo "se i dati epidemiologici lo permetteranno e ove consentito dal dpcm". C’è un  ancora un "contagio molto diffuso fra le fasce più giovani quindi sarà un’evoluzione su cui lavoreremo in settimana". Viceversa, viene indicatala chiusura di tutte le scuole in quelle realtà territoriali che superano i 250 casi per 100.000 abitanti. Al  momento in Umbria sono almeno 17 su 92 i comuni in queste condizioni. Niente da fare per medie e superiori della provincia di Perugia: restano in dad. Tesei ha anche ricordato di aver chiesto al governo "di porre in essere ristori adeguati a coprire anche le ordinanze regionali, chiesti prima di tutti perché siamo stati i primi a entrare in zona rossa".

Tesei ha anche fatto il punto sulle vaccinazioni: ammettendo che a fine febbraio ci sono stati dei ritardi ma nei giorni a seguire e per quattro giorni di fila l'Umbria "è stata tra le regioni più performanti, soprattutto nel rapporto tra vaccini ricevuti e vaccini somministrati". Poi ha ribadito che ha sottoposto al nuovo governo la richiesta urgente di 16 mila dosi che mancano nel rapporto alla popolazione, riequilibrio che l'Umbria chiede sin da gennaio e non è stato ancora effettuato dalla struttura commissariale centrale. Nonché le 50 mila dosi richieste dopo la scoperta delle varianti - ricalibrazione prevista in questi casi dallo stesso piano vaccinale - per cui "lo stesso ministro alla Salute Roberto Speranza si era impegnato" e che ancora non si sono viste. "Per dosi somministrate rispetto alle ricevute ora siamo al 70 per cento, con la media nazionale al 77 per cento. Dobbiamo continuare a migliorare. Oggi abbiamo una capacità di vaccinazione per 5mila dosi al giorno, più del doppio rispetto a 15 giorni fa. Se avessimo i vaccini in 5 mesi riusciremmo a somministrare la prima dose a tutti gli umbri".

Per il resto tutti gli indicatori dicono che "l'Umbria sta uscendo dalla terza fase, è stata la prima regione ad entrarci e a scoprire l'impatto di due varianti, inglese e brasiliana, che hanno aumentato le ospedalizzazioni e il tempo di degenza. Nel frattempo l'età dei pazienti si è ridotta, proprio in base alle caratteristiche del virus mutato". Sono proprio gli alti tassi di occupazione dei posti letto e delle terapie intensive a destare ancora allarme, per questo "in vista di una purtroppo annunciata fase quattro, poteremo i posti letto Covid a 800, cioè oltre un terzo della completa dotazione regionale". L’indice Rt è allo 0,79 sotto la media italiana. anche il tasso di letalità del 2,3 per cento è fra i più bassi, la media nazionale è 3,2". Certo l'aumento mortalità nelle settimane di febbraio è stato da record nazionale, in base ai dati Altems. Continua a preoccupare la situazione ospedaliera, ha ribadito la presidente, con 507 ricoverati nonostante il calo dei contagi, soltanto 50 in meno rispetto al picco, e con 78 ricoverati in terapia intensiva, solo 8 in meno rispetto al picco. le cause di questi dati "sono da ascrivere alle mutazioni del virus, che costringono all’ospedalizzazione e a cure più lunghe", ha  detto Tesei.