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Covid Umbria, gli studenti: "Vogliamo tornare in classe". Ma il contagio nelle scuole di Terni aumenta

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Manifestazione di protesta contro la didattica distanza: mercoledì, alle 14.30, il comitato degli studenti si ritroverà - nel rispetto delle norme anti-Covid - in piazza Italia, a Perugia, per sollecitare un rientro in classe in presenza. Ma i numeri forniti dalla Regione sul contagio nelle scuole rimaste aperte, quindi quelle del Ternano, sembrano portare in un’altra direzione. In una settimana, i dati messi a confronto sono quelli relativi al 3 e all’8 marzo, gli alunni positivi al virus sono passati da 19 a 25, i nuovi casi tra il personale da 3 a 11, le classi in isolamento da 15 a 25, i contatti stretti in isolamento da 403 a 645. Non a caso il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, da lunedì 8 e fino al 21 marzo terrà chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, scuole d’infanzia e nidi comprese. Questo malgrado l’ultima ordinanza della Regione preveda che nella provincia di Terni le attività didattiche della scuola secondarie di secondo grado si svolgano in presenza al 50% della popolazione studentesca.

 

 

“Il provvedimento - ha spiegato l’amministrazione comunale - si basa su un rapporto emesso dal servizio di Igiene sanità pubblica della Usl Umbria 2 nel quale si evidenzia che nelle ultime due settimane si è registrato un rilevante aumento dei positivi nel territorio comunale”. Per lo stesso motivo, l’incremento esponenziale dei contagi, da ieri, oltre cinque milioni di studenti in tutta Italia sono tornati alla didattica a distanza. Ma gli studenti non ne possono più di fare lezione a distanza e chiedono che le scuole di ogni ordine e grado siano riaperte in sicurezza in tutta l’Umbria. 

Il comitato Altrascuola-Rete degli studenti medi ha organizzato per domani pomeriggio, alle 14.30, una manifestazione di protesta proprio sotto al palazzo della Regione. “Ci opponiamo alla giunta che ha dimostrato totale incompetenza nella gestione della pandemia - ha evidenziato il coordinatore regionale Matias Cravero - e che continua a non ascoltare le istanze di tutta la comunità scolastica e fare scelte tappabuchi in tutti gli ambiti, riuscendo male nel suo intento; è proprio questa la vera causa del collasso della sanità nella nostra regione e della conseguente zona rossa, inevitabile visti gli investimenti inesistenti nel settore più importante durante una pandemia.

 

 

Le studentesse e gli studenti umbri, invece, continuano ad essere criminalizzati in quanto portatori del contagio o dimenticati, lasciati a casa in didattica a distanza da troppi mesi, quando la realtà è che le scuole possono essere un presidio sanitario e di tracciamento costante per prevenire il contagio, invece di crearlo come alla Regione Umbria piace pensare. Inoltre, gli studenti umbri vantano un record in negativo: sono gli studenti che per più tempo sono stati in didattica a distanza in tutta Italia”. Il comitato chiede, però, di garantire sicurezza al mondo della scuola. “Riaprire - ha specificato il comitato nella nota - comporta investire nel trasporto pubblico, stanziando più autobus se necessario; attuare uno screening di massa prima del rientro in classe e dopo il rientro effettuarlo settimanalmente e a campione, in modo da isolare i positivi ed evitare lunghe quarantene che bloccano il lavoro didattico di classe intere. Infine chiediamo che la vaccinazione della comunità scolastica proceda velocemente e che il vaccino venga garantito a tutte e tutti in modo da rendere le scuole ancora più sicure”.