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Assisi, le quattro poliziotte ai vertici del commissariato

Flavia Pagliochini
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Quello che le guida è il senso del dovere, la soddisfazione nello svolgere il proprio lavoro. E infatti, interpellate su quale caso abbia dato loro più soddisfazione, la risposta è univoca: “Essere d’aiuto”. E sul perché siano entrate in polizia, la risposta è che il loro lavoro “è un servizio, una missione”. L’altro punto in comune è l’essere donne: oltre al dirigente, il vicequestore aggiunto Francesca Domenica Di Luca (coadiuvata dal vice, il commissario Roberto Roscioli), ai vertici di quattro articolazioni del commissariato di Assisi ci sono tre poliziotte: l’ispettore superiore Amabilia Bocciolini (Ufficio controllo del territorio), l’ispettore superiore Angela Lolli (Ufficio anticrimine) e l’ispettore superiore Giovanna Emili (Polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione). “Essere una donna è un punto di forza – raccontano Di Luca, Bocciolini, Emili e Lolli abbiamo capacità di adattamento, tenacia e determinazione, ma anche sensibilità e capacità di ascolto”.

Qualità importanti anche nel lavoro di squadra, dove non ci sono uomini e donne ma “colleghi cui dare una visione e uno scopo comune”. Le quattro massime cariche al di fuori del lavoro hanno interessi comuni – viaggiare, camminare, l’orto, formarsi professionalmente, ascoltare le amiche, senza dimenticare la famiglia, nella speranza che “il nostro esempio possa far sì che per i nostri figli sia normale vedere una donna ai vertici”. E se spesso in cima si è da soli, al commissariato di Assisi il “difficile” ruolo di comando viene condiviso: “Comandare uomini e donne significa dare una visione comune, rinnovare la motivazione della loro scelta, interessarsi alle loro vite ed essere in grado di sviluppare un senso di responsabilità. Anche i cittadini sono più inclini a dialogare se si trovano di fronte una pattuglia con una donna”.

Non mancano i momenti difficili: per Bocciolini “è durissima dire a una mamma e un papà che il loro figlio è mancato”, mentre per Lolli “le indagini che vedono coinvolti i minori vittima di maltrattamenti e abusi. Ma è bellissimo quando ti ringraziano”. Per Emili “è molto doloroso perdere un collega. Ma ci sono anche soddisfazioni, come i riconoscimenti dei superiori”. Per Di Luca, “uno dei momenti più difficili, ma umanamente più belli, è stato liberare una ragazza da un amore malato. Ma anche dover arrestare un giovane: ci troviamo di fronte mamme che devono preparare una borsa per il carcere e ci capita di aiutarle. E’ anche stimolante dirigere servizi di ordine pubblico: richiedono mesi di preparazione ma sono un’enorme occasione di crescita”.