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Umbria, altre 149 persone positive dopo il vaccino: è caccia alle varianti

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Fra. Mar. e Ale. Ant.
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Ci sono 149 persone positive al Covid dopo aver fatto anche la seconda dose di vaccino. In 69 di queste, la positività è stata riscontrata entro il settimo giorno dal richiamo, per le altre invece circa 40 sono state riscontrate tra l’ottavo e il quattordicesimo giorno, e altrettante, dopo due settimane dalla dose. E sono queste, quelle che preoccupano maggiormente. L’organismo infatti dovrebbe dare la piena risposta anticorpale dopo 2 settimane dalla seconda dose. E’ lecito ipotizzare la presenza di varianti. Tanto che, “su questi campioni si stanno valutando i sequenziamenti”, ha spiegato ieri mattina nella conferenza stampa di aggiornamento Covid, il direttore alla sanità regionale, Claudio Dario. Ci sono anche 260 infezioni dopo la prima dose. Mentre le “reinfezioni” che al 10 febbraio scorso erano 42, sono state definite sempre da Dario, “episodiche” e “isolate”.

 

 

Ma che le varianti circolino in maniera importante lo ha certificato nuovamente l’ISS con la flash survey del 18 febbraio: variante inglese al 51,1%, e brasiliana al 36,2%. Nonostante la massiccia circolazione di varianti più diffusive il contagio rallenta. “Le misure adottate stanno dando risultati apprezzabili. La curva sta scendendo, anche se più lentamente rispetto alla seconda fase, ma ora è importante mantenere alta la guardia fino a quando non riusciremo ad aggredire la pandemia con un numero importante di vaccinazioni" ha detto l’assessore  alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto. Marco Cristofori del nucleo epidemiologico ha specificato come l'Rt in Umbria negli ultimi sette giorni monitorati sia a 0,88  mentre quello medio nazionale all'1,1.

 

 


Cristofori ha messo in evidenza come l'incidenza media regionale sia si 183.64 casi ogni 100 mila abitanti, sotto la quota critica dei 200, con una differenza ancora marcata tra la provincia di Perugia (221,27) e quella di Terni (74,4). Poi ci sono casi, come  Foligno (430 per 100 mila abitanti), tutti da studiare. Un dato  è certo: la variante inglese - che è più diffusiva e tocca le fasce dì età più basse - ha superato la brasiliana. Entrambe hanno sostituito in Umbria il ceppo originario. Senonché l’incidenza sui giovani è in calo, a parte la fascia 0-2 anni.