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Covid umbria, bollettino del 4 marzo: 267 nuovi positivi e otto morti. Scendono i ricoveri in terapia intensiva

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Ale.Ant.
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Sono 267 i nuovi positivi in Umbria nelle ultime 24 ore. E' quanto emerge dal bollettino della Regione Umbria aggiornato al 4 marzo. I nuovi decessi sono otto, la quota complessiva arriva  a 1.075. I ricoveri ordinari di positivi in più sono quattro (518) mentre le terapie intensive passano da 83 a 82. Cresce la quota dei guariti: +460 in un giorno solo. Questo fa flettere la curva degli attualmente positivi di 201 casi. In calo anche gli isolamenti totali, che passano da 10.042 a 9.962 (-80). L'indice di letalità passa da 2.35 a 2,36. I tamponi molecolari effettuati sono stati 3.607, mentre gli antigenici rapidi 3.256. Il tasso di positività sui soli molecolari è del 7,4%.

Sul totale dei test la percentuale è del 3,8. Negli ultimi sette giorni la curva epidemiologica in Umbria è "in lenta ma costante discesa", è stato certificato nella conferenza  stampa del nucleo epidemiologico regionale di giovedì 4 marzo. “Le misure adottate in Umbria per contenere l’epidemia stanno dando risultati apprezzabili. La curva sta scendendo, anche se più lentamente rispetto alla seconda Fase, ma ora è importante mantenere alta la guardia fino a quando non riusciremo ad aggredire la pandemia con un numero importante di vaccinazioni" lo ha detto l’assessore  alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto. Marco Cristofori del nucleo epidemiologico ha specificato come l'rt in Umbria negli ultimi sette giorni monitorati sia a 0'88  mentre quello medio nazionale all'1,1.

Cristofori ha messo in evidenza come l'incidenza media regionale sia si 183.64 casi ogni 100 mila abitanti, sotto la quota critica dei 200, con una differenza ancora marcata tra la provincia di Perugia (221,27) e quella di Terni (74,4). Poi ci sono casi, come  Foligno (430 per 100 mila abitanti), tutti da studiare. Un dato  è certo la variante inglese  . che sidiffonde più rapidamente e tocca le fasce dì età più basse - ha superato la brasiliana. Entrambe hanno sostituito in Umbria il ceppo originario.