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Terni, il sindaco sulla Treofan: "Proprietà inaffidabile". Chiesto l'intervento del Governo

Antonio Mosca
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 “L’azione della magistratura e dei militari della guardia di finanza di Terni nei confronti della proprietà della Treofan ha posto in evidenza un aspetto importante di questa sconcertante vertenza: quello relativo alla scorrettezza dei manager che l’hanno gestita”. Lo dichiara il sindaco di Terni, Leonardo Latini, in merito agli sviluppi giudiziari della vertenza Treofan. “Ricordo che nello scorso mese di novembre, come sindaco della città, chiesi al Mise ed al Governo di verificare la legittimità delle azioni poste in essere dalla multinazionale anche nel giovarsi di sostegni economici nazionali o regionali e denunciai il comportamento della proprietà come inaffidabile e inadeguato in riferimento agli obiettivi definiti dai lavoratori, dai loro rappresentanti e dalle istituzioni.

Come amministrazione comunale – conclude il sindaco – esprimiamo apprezzamento per le azioni della magistratura e delle forze dell’ordine e continueremo a lavorare per l’obiettivo finale che resta sempre  quello della reindustrializzazione del sito, nell’interesse dei lavoratori e della comunità cittadina". “Un plauso alle fiamme gialle per la professionalità e l’attenzione dimostrata in una vicenda molto complessa quale quella della Treofan Terni. Secondo la magistratura nella condotta della proprietà indiana vi sarebbe un’espressa volontà di chiudere lo stabilimento ternano già dal momento dell’acquisizione". Così i parlamentari umbri della Lega. "Nulla di nuovo nei contenuti, che avevamo già denunciato a mezzo stampa più volte, pur tuttavia l’entrata in scena da parte dello Stato in questa vicenda è un segnale importante per l’azienda e per i lavoratori. Non ci interessa questionare nel merito del reato contestato perché sarà compito della magistratura indagare. Ma evidenziamo il nodo politico di una vicenda legata alla strategicità della produzione industriale di una azienda che è stata messa nel mirino da parte del colosso indiano al fine di perseguire ambizioni di mercato che nulla hanno a che vedere con la redditività di un sito che, come sottolineato dalle rappresentanze sindacali, nel periodo di quarantena ha lavorato a ritmi più che sostenuti.

Come parlamentari della Lega Umbria, alla luce dell’accordo siglato dall'azienda e da tutte le sigle sindacali, ci siamo già attivati con il ministero dello Sviluppo Economico affinché - concludono - il valore produttivo del sito non venga disperso anche attraverso possibili processi di reindustrializzazione”. Solidarietà ai lavoratori in lotta anche da parte della senatrice pentastellata, Emma Pavanelli, che sollecita l'intervento del Mise.