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Terni, palazzina in centro da anni in abbandono. Stanze piene di rifiuti e bivacchi di senzatetto

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Tonnellate di rifiuti da smaltire, pratiche burocratiche in stand by, procedure incastrate tra mille lungaggini. La riqualificazione della palazzina ex Dicat di Terni slitta ancora. Si attendeva di fatto in queste settimane un passaggio fondamentale per la nuova proprietà, ovvero i Centinari, nota famiglia ternana di imprenditori, titolari della Centro Plast Srl, che a giugno scorso si sono aggiudicati la palazzina, per il momento in fase temporanea. 

Era prevista infatti tra marzo e aprile la consegna definitiva da parte del Comune del bene immobile a due passi dall'obelisco di Pomodoro, una firma che sembra destinata ad attendere ancora per un bel po'. La società si trova nella fase di aggiudicazione temporanea. L'atto definitivo di compravendita, e quindi la consegna alla società in questione, è legato alla grande quantità di materiale cartaceo che si trova all'interno della struttura, tonnellate di carte e atti del vecchio archivio comunale ancora da rimuovere: si firmerà quando non resterà nulla nell'ex Dicat. In particolare ci sono numerosi documenti bruciati dopo un incendio che divampò a causa dei frequenti bivacchi di senzatetto che utilizzano proprio l'ex Dicat per passare la notte. “Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per liberare le stanze – spiega Stefano Centinari, direttore generale della società – e lo abbiamo fatto a nostre spese. In collaborazione con il Comune abbiamo già provveduto a trasferire nelle sedi indicate gran parte del vecchio archivio, ma – precisa – le carte bruciate rappresentano ‘rifiuti speciali' che vanno dunque smaltiti con modalità ben precise. Abbiamo sollecitato più volte il Comune. Al momento tutto è fermo”. Lo scorso giugno, con base d'asta fissata a 1.058.000 euro, la società, unica concorrente, si aggiudicò la palazzina offrendo 2 mila euro in più: la loro volontà era, e rimane, quella di una riqualificazione dell'area, con un restyling della struttura. L'obiettivo è quello di trasformare l'ex Dicat in una struttura ricettiva, creando un fulcro nevralgico e di transito per diverse direttive che vanno dalla costruenda pista ciclabile e dai percorsi naturalistici attorno al Nera al futuro palazzetto dello sport, lo stadio fino alla linea di congiungimento con la basilica di San Valentino, in sostanza un punto di riferimento e di appoggio per un certo tipo di turismo che ruota, in modo particolare, attorno alla natura e allo sport. Proprio nello sport la famiglia di imprenditori ha già investito in città creando un centro padel nella zona di Sabbione.

Ora, con il Covid, le cose sono diverse. “Dobbiamo fare i conti con le conseguenze che lascerà questa pandemia – spiega Centinari –. Fare programmi adesso è prematuro. Nel frattempo abbiamo anche richiesto la possibilità di realizzare una recinzione per mettere in sicurezza la struttura. Attendiamo risposte”. Tra le intenzioni della proprietà c'è anche quella di riuscire a intercettare i fondi europei che l'attuale Governo starebbe convogliando sul turismo green. “Noi non ci tiriamo indietro – puntualizza Centinari - ma ci sono obblighi e margini burocratici entro i quali ci si deve muovere senza andare oltre”.