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Foligno, la band Melancholia ospite di Red Ronnie a Casa Sanremo

Gabriele Grimaldi
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Il Festival di Sanremo parlerà un po’ folignate. I Melancholia, giovane band di Foligno che ha fatto il pieno di successo nell’ultima edizione di X Factor, saranno protagonisti nel programma di Red Ronnie da Casa Sanremo nella serata di venerdì 5 marzio. E’ un momento d’oro per il trio che, pur non potendo esibirsi dal vivo, è tornato al numero 1 delle vendite su Amazon con l’album What Are You Afraid Of? pubblicato il 4 dicembre 2020. Il prossimo passo è però la pubblicazione del vinile. Di questo i Melancholia hanno parlato durante Premiato Circo Volante del Barone Rosso, trasmissione condotta da Red Ronnie a cui hanno partecipato come ospiti e in cui hanno hanno suonato i loro pezzi Leon, Trapped, I’m Giving Up, Black Hole e Alone. 

“Fino a quando non farete un vinile, non lascerete un’orma nella storia della musica – ha detto Ronnie al gruppo – Con tutti i fan che avete, potete fare un fundraising e produrlo facendo prenotare alla gente, in anteprima, una limited edition di 500 copie firmate del vinile”.  I fan hanno preso sul serio la cosa, iniziando a tempestare di messaggi e commenti le pagine social dell’etichetta discografica Sony Music Italy per spingerla a fare il vinile.

Benedetta Alessi, nel corso della puntata, ha raccontato a Ronnie la storia dei Melancholia dagli albori fino al successo di X Factor e alcuni anedotti personali, come quello riguardante la nascita del brano Alone: “I miei genitori si erano dimenticati di venirmi a prendere dopo la gita del quinto superiore a Berlino – ha svelato – Per cui sono rimasta da sola nel parcheggio e mi è venuta l’ispirazione, buttando giù l’inizio della canzone che in italiano dice “bussami nel petto, c’è il vuoto, c’è il rumore di morte e solitudine”. “Siete una formazione molto strana – ha commentato il giornalista musicale dopo averli ascoltati - Io non seguo i talent, ma non capisco come vi abbiano potuto eliminare da X Factor. Il modo di cantare incarna l’urlo di tanti ragazzi di oggi che non possono o non riescono ad urlare”.