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Valle Umbra Sud, fiumi a rischio inquinamento. I comitati: "Intervenga la Regione"

Gabriele Grimaldi
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Degrado di fiumi e acque sotterranee, morìe di pesci, riversamenti non autorizzati di acque reflue, scarichi illegali, inquinamento e impoverimento del deflusso. Sono alcuni dei problemi che da anni colpiscono i corsi d’acqua che scorrono nella Valle Umbra Sud, da Foligno a Spoleto, da Trevi a Montefalco, da Bevagna a Cannara ed in modo particolare Topino, Clitunno, Marroggia, Teverone e Timia. Nel tempo varie associazioni, tra cui il “Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna” e Legambiente Foligno, hanno raccolto documenti ed effettuato denunce alla Procura di Spoleto, al Noe e all’Agenzia Forestale umbra su quanto accadeva per provare a contrastare questa piaga tanto pericolosa per l’ambiente quanto per la vita dei cittadini.

Ma nulla è servito a cambiare la situazione. Anzi. Un paio di settimane fa sul fiume Attone, vicino Bevagna, sono stati rilasciati rifiuti zootecnici che hanno provocato una moria di pesci e un odore terribile per gli abitanti della zona, come era già avvenuto nel 2015, nel 2018 e nel 2019. Il Topino, invece, secondo i rilevamenti fatti da Legambiente Foligno nel 2020 ha evidenziato una portata inferiore al 20% rispetto al minimo stabilito per legge e una presenza eccessiva di Escheria Coli, batterio molto pericoloso. Per questo il Comitato, insieme a Legambiente Foligno ed altre 20 associazioni del territorio ha inviato alla presidente della Regione Donatella Tesei, all’assessore regionale alle politiche ambientali Roberto Morroni e ai consiglieri regionali un “documento riassuntivo della grave situazione ambientale in cui versano questi fiumi e una richiesta di una convocazione urgente nella seconda commissione regionale per analizzare le problematiche e individuare le priorità di intervento a tutela del paesaggio e dell’ambiente della Valle Umbra e concordare un iter amministrativo e politico per un intervento di risanamento complessivo del sistema idrico”.

Nel documento si chiede di “porre come intervento prioritario dentro il programma della Direttiva 2000/60 Ce il risanamento del reticolo fluviale della Valle Umbra Sud”, di “garantire durante l’anno il deflusso minimo vitale dei fiumi attigendo alle risorse della diga di Arezza e della diga di Acciano”, di “mettere in connessione i piani regolatori generali e gli sviluppi urbani dei comuni della valle”, di “istituire un catasto unico degli scarichi civili” e uno degli “scarichi industriali” e di “verificare lo stato delle acque sotterranee e dei pozzi per prese idropotabili”.