Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, vertenza Treofan: trovato l'accordo con Jindal. Indiani disponibili a vendere

  • a
  • a
  • a

Raggiunta l’ipotesi di accordo per la vertenza Treofan, tra i rappresentanti sindacali e Jindal. Giovedì 25 febbraio 2021 era l’ultimo giorno per trovare una soluzione, e nella tarda serata, dopo la call con il ministero del Lavoro, le parti si sono accordate. Ai lavoratori saranno riconosciute 7 mensilità nette, 12 mensilità di cassa integrazione straordinaria per cessata attività, al termine della quale scatteranno 2 anni di naspi (l'indennità di disoccupazione), il nodo della reindustrializzazione dovrebbe essere stato superato con l’impegno di Jindal di avvalersi di “un advisor per l'individuazione di un potenziale acquirente del sito disposto alla rioccupazione del maggior numero possibile di lavoratori”.

Le parti sociali, dopo la divisone della scorsa settimana, con Femca Cisl e Uiltec Uil. Da una parte, e Filcitem Cgil e Ugl Chimici, dall’altra, hanno ritrovato l’unità. Il 73% dei lavoratori, chiamati ad esprimersi sulla bozza di accordo, avevano votato a favore. Treofan era stata acquisita dalla società Jindal attraverso la cessione della totalità delle quote azionarie da parte della società finanziaria Management & Capitali, ad un prezzo irrisorio rispetto al valore reale della società e dei suoi asset produttivi. Treofan, in un incontro con i sindacati in Confindustria, aveva annunciato che l’acquisizione era un’operazione di integrazione tra due società prima concorrenti che creava una nuova società leader del mercato ma che necessariamente doveva razionalizzare le produzioni rispetto ad una sostanziale sovracapacità rispetto alle attuali richieste di mercato. Chiuso lo stabilimento di Battipaglia, in Campania, la multinazionale indiana ha iniziato a mettere in difficoltà il sito del polo chimico della Polymer. Dal 1 gennaio 2020 i prodotti ternani portavano il marchio Jindal, poi ha iniziato a trasferire le produzioni in altri stabilimenti del gruppo.

A fine giugno 2020 i lavoratori hanno effettuato lo sciopero con il blocco delle portineria che si è protratto fino al 10 agosto. Al ministero dello Sviluppo Economico, presente la sottosegretaria Alessandra Todde, era stato raggiunto un accordo che prevedeva la ripresa produttiva con l’impegno dell’amministratore delegato di trasferire dei macchinari da Battapaglia. Accordi disattesi, anzi è arrivato il liquidatore, avvocato Ettore Del Borrello, che ha avviato la procedura del licenziamento collettivo. Con l’ipotesi di accordo chiude un altro pezzo di storia del polo chimico della Polymer, che nei tempi d’oro occupava oltre 3 mila lavoratori, oltre all’indotto. Prende un’altra strada, con biglietto, forse, di solo andata, il film in polipropilene, nato e sviluppato a Terni per opera del premio Nobel della chimica, ingegnere Giulio Natta.