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Covid in Umbria, caos vaccini: boom prenotazioni e sistema in tilt

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Alessandro Antonini
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Sistema in tilt, bloccato per quattro ore. Code e assembramenti nelle farmacie. Intere fasce di età escluse per mancati aggiornamenti delle liste. E’ caos vaccini in Umbria: il boom di prenotazioni con la sovrapposizione delle prenotazioni degli over 80 (89 mila soggetti) e del personale scolastico (16 mila) ha mandato in stallo da mezzogiorno e mezzo fino alle 16 il portale della Regione. Alle 12,30 risultavano 12.500 prenotazioni di cui oltre 11 mila di over 80. Poi lo stop, ufficialmente “vista la necessità di ampliare l’offerta di posti disponibili per i vaccini”, è scritto nella schermata del sito della Regione.


Il primo problema in ordine di tempo è stata l’impossibilità di prenotare per i nati nel 1941 (da febbraio). Numerose le proteste via social. Nell’ultima comunicazione scritta di Palazzo Donini, datata 23 febbraio, era stato specificato che “tutti i cittadini, nati da febbraio a dicembre 1941, nel 1939 e negli anni precedenti potranno prenotare la vaccinazione a partire da giovedì 25 febbraio alle ore 8.30”. Non è stato così. La Regione è dovuta intervenire, facendo un mezzo dietrofront: “Si comunica che per i nati dal 1941 la prenotazione è aperta da oggi (ieri, ndr), ma sarà consentita progressivamente al compimento degli 80 anni in quanto in questa fase la campagna vaccinale è riservata a tutti i soggetti che hanno già compiuto 80 anni alla data della prenotazione”.
L’apertura delle vaccinazioni a gli over 80 - dopo che la prima fase è stata dedicata solo ai nati 1940, e gennaio 1941 con non poche proteste dei più anziani - ha fatto registrare code e assembramenti nelle farmacie regionali, altro canale per prenotare. La conferma arriva dal presidente di Federfarma, Augusto Luciani: “Sì ci sono state code e assembramenti, per problemi di organizzazione e di comunicazione. Ciò nonostante stiamo lavorando per assicurare a tutti la possibilità di prenotare in tempi celeri”. Certo, riflette Luciani, “se avessimo saputo che oggi (ieri, ndr) ci sarebbe stata la prenotazione aperta a tutte queste fasce avremmo potenziato l’organico”. Chi è riuscito a prenotare ha da ridire sui tempi: segnalato anche un mese di attesa.


Poi ci sono le fasce scoperte: dai soggetti vulnerabili con pluripatologie, per i quali l’Umbria ha chiesto al governo 50 mila vaccini Pfiser-Moderna in più. Il ministro alla Salute Roberto Speranza si è impegnato pubblicamente, ma ancora non si è visto niente. “Vogliamo sapere quali vaccini, quanti e quando arriveranno”, incalza il senatore FdI Franco Zaffini che sul caso ha presentato un’interrogazione. Fuori dalla vaccinazione anche personale e docenti over 55. Ieri in un incontro tra Regione, sindacati e Ufficio scolastico regionale quest’ultimo ha fatto sapere di non essere stato coinvolto nell’organizzazione. Erica Cassetta della Cisl ha chiesto corsie privilegiate per i soggetti vulnerabili e una massiccia campagna di comunicazione. Il commissario Covid Massimo D’Angelo ha spiegato di aver chiesto con urgenza le liste dei nomi al Miur ma che al momento non ci sono. Appena arriveranno saranno inseriti in agenda. D’Angelo ha anche annunciato un raddoppio dei turni con l’arrivo di nuove dosi. Ma la tempistica non è nota.
Sul caso ha sollevato polemiche l’opposizione in consiglio regionale-Thomas De Luca dei 5 stelle e il gruppo Pd-parlando di “disservizi e disagi”, con la replica del capogruppo della Lega Stefano Pastorelli. Quest’ultimo sottolinea che i sistemi di prenotazione sono andati in tilt anche in altre regioni, come Lazio ed Emilia Romagna. Va detto però che l’Umbria ha numeri di gran lunga inferiori e non paragonabili. Il sistema è andato in blocco al primo vero afflusso di massa. C’è qualcosa da rivedere.