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Covid, Iss: "Varianti inglese e brasiliana nelle acque di scarico di Perugia"

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Covid, l'Iss ha reso noto che le "varianti inglese e brasiliana del virus" sono state "individuate per la prima volta nelle acque di scarico", facendo riferimento a campioni prelevati a Perugia tra il 5 e l'8 febbraio. E' questo l'esito della prima ricerca condotta sulla presenza di varianti del virus nei reflui urbani d’Italia.

 

I ricercatori hanno individuato "sequenze con mutazioni tipiche di variante brasiliana e inglese in reflui raccolti a Perugia dal 5 all’8 febbraio, e mutazioni tipiche della variante spagnola in campioni raccolti da impianti di depurazione a Guardiagrele, in Abruzzo dal 21 al 26 gennaio 2021". I risultati dello studio, evidenziano gli esperti, dimostrano che le acque di scarico possono essere un utile strumento per valutare la circolazione delle varianti del virus nei centri urbani. Il metodo dei tamponi naso-faringei è stato successivamente applicato all’analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione. L’esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti inglese e brasiliana in alcune aree del Paese dove la circolazione di queste varianti era stata accertata in campioni clinici di pazienti Covid, come appunto Perugia.

 

Le prospettive, evidenziano i ricercatori, "sono promettenti, in particolare se pensiamo che la sorveglianza sui reflui è applicata in diversi Paesi europei, anche se non ancora per la ricerca delle varianti. L’importanza della sorveglianza ambientale è stata riconosciuta, grazie anche al contributo dei risultati italiani, nel Piano europeo contro le varianti del Covid-19, che mira a rafforzare le difese dell’Unione davanti al crescente numero di mutazioni del virus", spiegano. Inoltre proprio oggi l'Iss ha aggiunto che la variante inglese del virus è il 37 per cento più trasmissibile del normale ceppo del Sars-Cov-2 e in Italia è già protagonista di poco meno del 20 per cento dei casi di contagio.