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Covid in Umbria, il portale per le vaccinazioni ai docenti va in tilt

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Alessandro Antonini
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Primo giorno di prenotazione per le vaccinazioni di docenti e personale scolastico, è subito stop. Per gli over 54 è stato impossibile fissare l’appuntamento il 24 febbraio. La Regione non ha adeguato il sistema alla direttiva del ministero della Salute - arrivata martedì - che dà l’ok alla somministrazione delle dosi Astrazeneca alla fascia tra i 55 e i 65 anni, precedentemente esclusa. Blocco della prenotazione anche per i dirigenti scolastici. La segretaria generale Cisl Scuola, Erica Cassetta, spiega come “per un rapido riallineamento del sistema informatico della Regione abbiamo avuto rassicurazioni da parte del commissario Covid Massimo D’Angelo. Abbiamo già verificato che la data di inizio delle prenotazioni (ieri, ndr) annunciata alle parti sociali il 19 febbraio, è stata rispettata. Confidiamo che questo avvenga anche per l’aggiornamento delle liste, dove vanno ricompresi anche i dirigenti scolastici”.

Cassetta spiega anche come gli over 54 anni siano in Umbria “una buona metà” del personale scolastico. Il problema è che dopo la direttiva ministeriali la Regione attende al Miur la lista aggiornata dei soggetti tra i 55 e i 65 anni da vaccinare. A ieri non era stata neanche aggiornata la pagina informativa della Regione “Il personale docente e non docente della scuola statale, dal 24 febbraio alle ore 8.30 potrà prenotarsi direttamente tramite il portale. Coloro che hanno attivato la App Io riceveranno la notifica per l’adesione alla campagna. La loro vaccinazione, con vaccino Astrazeneca, riservato ai soggetti di età compresa tra i 18 e i 54 anni senza patologie, inizierà sabato 27 febbraio e proseguirà per tutto il mese di marzo”. Viene ancora riportato che la somministrazione di Astrazeneca è riservata agli under 55 mentre non è più così a almeno 48 ore. Intanto il presidente di Federfarma, Augusto Luciani, conferma che problemi di prenotazione hanno interessato anche i farmacisti. Una criticità legata alla cernita di quelli che sono a diretto contatto con i clienti e i soggetti ritenuti meno a rischio. Le dosi Astrazeneca consegnate sono otto mila. Altre 6.600 sono attese tra il 3 e il 6 marzo, fa sapere il direttore della farmacia di Perugia, Alessandro D’Arpino. D’Angelo ha annunciato che intende utilizzarle al 90%, rispetto alla quota del 70% imposta per gli altri vaccini: il restante 30% viene obbligatoriamente tenuto di scorta per le seconde dosi. Stando ai dati complessivi aggiornati alle 15 di ieri in Umbria sono state somministrate 42.670 dosi su 65.905 consegnate, pari al 4.7%.

Di queste 28.370 (comprensive di prima dose e richiamo) sono andate ad oltre 14 mila tra operatori sanitari e sociosanitari, 5.644 ad ospiti di strutture residenziali, 7.064 agli over 80, 1.573 a un non meglio specificato personale “non sanitario”, 11 alle forze armate e 8 - è il conteggio del ministero della Salute - al personale scolastico. Intanto dal governo non sono state ancora inviate le 50 mila dosi aggiuntive chieste da Palazzo Donini, su cui c’era stato l’ok del ministro alla Salute Roberto Speranza. Su questo interviene il senatore FdI Franco Zaffini. "Il Ministero della Salute chiarisca il criterio inizialmente adottato per la distribuzione dei vaccini tra le regioni e, in particolare, provveda ad inviare all'Umbria le dosi vaccinali necessarie per arginare l'esplosione delle varianti e la diffusione del contagio e accolga la richiesta del Direttore vicario dell’Oms Guerra, di procedere alla somministrazione di massa nelle aree dove si sono accesi focolai di contagio intensi legati alle varianti di Sars-CoV-2, come l'Umbria, l’Abruzzo, il Trentino Alto Adige per fermare la terza ondata". Zaffini ricorda come Speranza, in visita in Umbria, abbia promesso l’invio dei vaccini aggiuntivi e dei ristori.