Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, Fontana Maggiore: restauratore al lavoro per riparare il danno

Patrizia Antolini
  • a
  • a
  • a

Tutta colpa del ghiaccio dei giorni scorsi. La protome equina in bronzo dalla quale esce l’acqua della Fontana Maggiore si sarebbe distaccata a causa delle condizioni meteo di metà febbraio. Ne sono convinti la Soprintendente ai beni culturali dell’Umbria, Elvira Cajano, e l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Otello Numerini.

 

 

“Ci siamo immediatamente interessati al problema - ha spiegato la Soprintendente nominata dal ministero lo scorso dicembre e che in queste settimane sta prendendo confidenza con il patrimonio della regione - la situazione è sotto controllo. Il manufatto è stato affidato al nostro restauratore che ora effettuerà tutte le valutazioni tecniche del caso. A quel punto sulla base della sua relazione potremmo fare delle valutazioni complessive anche sullo stato di salute della Fontana Maggiore. Ma al momento possiamo da subito escludere che si sia trattato di un atto vandalico come di una conseguenza di uno stato di incuria.

Ad una prima osservazione possiamo ipotizzare che sia stata colpa delle condizioni meteo alle quali va aggiunta ovviamente la vetustà dell’opera”. Quasi 800 anni. La fontana monumentale fu progettata da frà Bevignate da Cingoli e realizzata tra il 1275 ed il 1277 per celebrare l'arrivo dell'acqua nell'acropoli della città, grazie al nuovo acquedotto. Bevignate, poté contare sulla collaborazione di Boninsegna Veneziano, ingegnere idraulico, che realizzò un’impresa di straordinaria per l’epoca, riuscendo a convogliare le acque provenienti dal monte Pacciano senza l’ausilio di pompe.

 

Nei giorni scorsi il distacco del doccio aveva fatto discutere e sui social si era ipotizzata anche una scarsa manutenzione. Di badanti della Fontana, aveva parlato Vanni Capoccia “che la proteggano dal tempo che passa, dalle intemperie, dai possibili danni che potrebbero arrecargli persone e anche dai droni”. Ma l’assessore Otello Numerini rassicura: “Nessuna incuria, l’ultimo intervento risale a due anni fa. Ad ogni modo ci confronteremo con gli esperti della Soprintendenza su eventuali interventi da effettuare”.