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Terni, il giudice decide sul pusher accusato della morte dei due ragazzi di 15 e 16 anni

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A Terni è stata fissata per mercoledì 3 marzo l’udienza di fronte al gup, Simona Tordelli, che dovrà decidere sul rinvio a giudizio di Aldo Maria Romboli. Si tratta del ternano 41enne arrestato lo scorso 7 luglio dai carabinieri con l'accusa di avere ceduto il metadone che provocò la morte di Flavio e Gianluca. L’uomo, da qualche mese, si trova agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica. Nei giorni scorsi la richiesta, da parte della Procura ternana, del rinvio a giudizio dell'uomo, accusato di morte come conseguenza di altro delitto.

L'udienza preliminare si svolgerà dunque a distanza di quasi otto mesi dalla tragica morte di Flavio Presuttari, 16 anni, e Gianluca Alonzi, 15enne, entrambi deceduti dopo avere assunto il metadone che l'indagato aveva in casa come utente del Serd. I due ragazzi furono trovati senza vita nel letto delle proprie abitazioni. Aldo Maria Romboli, reo confesso, aveva dichiarato spontaneamente, poco dopo l'arresto, di avere venduto ai due ragazzi il metadone in cambio di appena 15 euro. Il difensore del 41enne è l’avvocato Massimo Carignani.

Sarà di fondamentale importanza l'esito delle perizie disposte sui telefonini in uso a Romboli e anche sul suo pc, così come importante sarà la perizia del medico legale, il dottor Lancia, in merito alle esatte cause del decesso dei due giovani amici, una tragedia che scosse l’intera comunità ternana e non soltanto. Nel mirino degli inquirenti risulta anche il percorso terapeutico che ha consentito ad Aldo Maria Romboli di avere la disponibilità del metadone per curarsi. Sostanza detenuta legalmente in quanto utente del Serd. Un filone d'indagine ancora aperto, per verificare con esattezza se siano state rispettate adeguatamente le regole che prevedono l'autogestione del tossicodipendente in cura, compresi i controlli mirati ad accertare l'affidabilità di chi ha avuto la possibilità di portarsi a casa il metadone. Si tratta di argomenti che saranno ulteriormente chiariti già nell'udienza di mercoledì 3 marzo.