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Umbria Covid, i ristoratori a Roma per protesta. Appello a Draghi: "Vogliamo lavorare"

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“Vogliamo solo lavorare”: è l’appello che i ristoratori umbri hanno rivolto al premier Mario Draghi nel corso di una nuova manifestazione che si è svolta davanti a Montecitorio. Ristoratori ma anche commercianti, baristi e professionisti del settore Horeca preoccupati per la grave crisi economica generata dall’emergenza Covid. Fabio Cancelloni, presidente e amministratore delegato della Cancelloni Food Service di Magione, spiega che la situazione è molto delicata sia per i ristoranti che per il mondo della distribuzione che gli ruota intorno. “Il nostro settore è stato preso a capro espiatorio di tutti i problemi legati alla pandemia - evidenzia Cancelloni - A marzo i ristoranti sono stati fatti adeguare nel rispetto di protocolli di sicurezza molto rigidi, poi - come se questo non bastasse - sono stati fatti chiudere. I numeri del contagio dimostrano che il provvedimento non è servito a dimostrazione che non sono i ristoranti la causa del problema”.

 

 

Delivery e asporto non bastano. I ristoratori vogliono lavorare o, qualora questo non venisse ritenuto possibile, vengono chiesti indennizzi certi e immediati. “Difficoltà analoghe e per certi aspetti anche più gravi vengono vissute anche dal mondo della distribuzione che io rappresento - spiega Cancelloni - imprese che sono state completamente dimenticate dal governo. Noi lavoriamo soprattutto con ristoranti e mense di asili, scuole e uffici. Abbiamo 110 dipendenti, 60 venditori e 35 autisti che viaggiano ogni giorno per garantire le consegne. Nei mesi di marzo e aprile abbiamo registrato un calo del fatturato di oltre l’80% mentre attualmente si attesta intorno al 50%. Se i ristoranti non lavorano, le aziende di distribuzione che sono collegate esclusivamente a quel mercato non possono non risentirne. Eppure per questo comparto non è stato previsto alcun ristoro”.

 

A Roma lunedì c’era una buona rappresentanza dell’Umbria ma anche di tutte le altre regioni d’Italia. La manifestazione, infatti, era organizzata da Tni Italia (Tutela nazionale imprese) e da Ristoratori Toscana. Sul tavolo c’è sì la richiesta di tornare a lavorare ma ripensando a quel sistema semaforico che, con poche ore di anticipo, decreta la chiusura del ristorante a fronte di spesa fatta e prenotazioni ormai accettate, penalizzando ulteriormente figure professionali già allo stremo delle forze. Si chiede in particolar modo la riapertura a pranzo dei locali in zona arancione e quella serale dei locali in zona gialla. “Vogliamo coerenza, abbiamo perso la pazienza”, “Se l’Rt sale non è detto che il contagio sia serale”, “Esistiamo” sono alcuni degli striscioni apparsi nel corso della manifestazione. E gli organizzatori fanno sapere che hanno intenzione di continuare la protesta a oltranza finché non sarà data risposta alle necessità della categoria.