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Covid, a Perugia medici lombardi subito in corsia: "Siamo qui per aiutare i colleghi"

Francesca Marruco
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“Non ci ho pensato due volte quando mi hanno chiesto se volevo venire a dare una mano a Perugia. E non importa se non ho ancora fatto la seconda dose di vaccino. Quando l’anno scorso studiavamo di notte sui manuali cinesi come curare i pazienti Covid che iniziavano ad affollare le nostre corsie, i medici che da ogni parte d’Italia sono venuti ad aiutare non si sono fatti scrupoli per cui, rispetto a loro, almeno una dose l’ho fatta”. La dottoressa Sandra Ferraris ha passato l’ultimo anno a combattere il virus in prima linea all’ospedale di Treviglio di Bergamo nel reparto di terapia intensiva e insieme ad altri 10 colleghi lombardi ha preso servizio al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Sono arrivati in ospedale alle 9.30 di lunedì. Ad attenderli c’erano la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il consulente Guido Bertolaso, il direttore della sanità regionale, Claudio Dario e il direttore generale dell’ospedale, Marcello Giannico. “Vi ringrazio per la vostra disponibilità sono sicura che sarete di grande aiuto e spero che a livello umano e professionale vi sarà uno scambio reciproco con tutto il nostro personale che sta svolgendo con grande dedizione la propria attività”, ha detto la governatrice Tesei nel dare il benvenuto ai medici. Per loro il primo appuntamento è stato il briefing nella sala Montalcini al Creo. Poi tampone per tutti ed entrata in servizio nel turno pomeridiano. “Abbiamo ricevuto la richiesta di personale sanitario il 10 febbraio e il 22 è qui”, ha detto Bertolaso parlando con i giornalisti, “e la Lombardia è stata la Regione più attiva per rispondere alla richiesta dell’Umbria. Di certo è accaduto anche per la mia presenza”. Sulla situazione umbra, l’ex numero uno della Prociv ha detto: “Le varianti che si sono molto diffuse e la mancanza di vaccini qui sono il vero problema. Bisognava organizzare meglio la partenza dell’ospedale da campo, con una pianta organica per attivarlo subito, ma le varianti hanno scombussolato un sistema già organizzato e ci sta che si sia perso un po’ di tempo”.

I sanitari lombardi potrebbero essere utilizzati anche nell’ospedale da campo, mostrato allo stesso Bertolaso. “Verrà attivato qualora ce ne fosse bisogno, al momento abbiamo ancora posti liberi all’interno dell’ospedale” ha spiegato il dg dell’ospedale, Marcello Giannico. Ovvero nei reparti di Terapia intensiva 1, diretta dal dottor Fabio Gori e di Terapia intensiva 2, dal professor Edoardo De Robertis. Entrambi i direttori, insieme ad altri colleghi e alle istituzioni hanno preso parte al briefing per i sanitari lombardi. I rinforzi, che hanno risposto in maniera volontaria, resteranno in Umbria per due-tre settimane. Ma non è escluso un prolungamento della loro permanenza, o una loro sostituzione con altri camici bianchi. “Se anche fossimo qui solo per far fare qualche giorno di riposo ai colleghi umbri sarebbe già un grosso contributo. Noi sappiamo cosa vuol dire lavorare senza tregua”, ha aggiunto la dottoressa Ferraris prima di avviarsi verso quello che, per i prossimi giorni, sarà il suo posto di lavoro.