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Caso Suarez, la prof resta sospesa. Il gip: "Può ancora favorire qualcuno"

Francesca Marruco
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La professoressa Stefania Spina “ha contribuito in maniera determinante alla ideazione, organizzazione e concreta predisposizione dell’esame-farsa di lingua italiana del calciatore Luis Suarez”. E’ anche questo uno dei motivi per cui il gip, Piercarlo Frabotta, lo stesso a che a dicembre ha disposto nei confronti di Spina, l’ex Rettrice, Giuliana Grego Bolli e l’ex dg, Simone Olivieri, l’interdizione dai loro incarichi per 8 mesi, non le ha revocato la misura. L’istanza era stata depositata dallo studio legale Brunelli, che segue la professoressa, recentemente interrogata dai pm, sempre su sollecitazione del team difensivo.

 

E sono anche le dichiarazioni fatte mettere a verbale da Spina a finire nel mirino del gip che sottolinea come la docente “non abbia mostrato alcun segno di resipiscenza nonostante il complesso di inconfutabili prove di responsabilità raccolte dagli inquirenti a suo carico”. “Non si tratta di un copione ma di materiale usato a lezione” ha detto Spina ai pm nell’interrogatorio della scorsa settimana. “Ho detto a Suarez di prepararsi su tutto quello che avevamo fatto a lezione”. Ma per Frabotta, queste dichiarazioni sono in “palese contrasto con quelle del calciatore. Il giudice cita infatti “l’ammissione di Suarez che interrogato ha ammesso di aver ricevuto dalla Spina il file con il Pdf che poi sarebbe stato utilizzato nell’esame di cui l’indagata aveva sollecitato lo studio e che lui aveva promesso di imparare a memoria”. Non solo questo. Per il giudice ci sono anche “conversazioni emblematiche”. E, nelle 4 pagine di rigetto dell’istanza, trascrive quella in cui Spina parlava con l’esaminatore, Lorenzo Rocca: “Allora me raccomando Lorè adesso te mando il testo su cui lui ha lavorato, lo porta in aereo (...) gliel’ho mandato io con tutte e cinque le parti (...) mi raccomando non uscì da quello”. In sede di interrogatorio Spina ha negato di aver concordato con l’esaminatore come fare l’esame a Suarez.

 

Ma non è solo l’apporto alla prova-farsa ad aver fatto propendere il giudice a dire di no alla richiesta di revoca, che avrebbe riaperto la strada anche al ripristino dello stipendio. Spina infatti, come stabilito dalla commissione disciplinare, percepisce solo l’assegno alimentare. Per il gip infatti, oltre alle esigenze cautelari c’è anche il pericolo di reiterazione di reato. E questo perché, per Frabotta, “l’indagata si è dimostrata disponibile a raccogliere indebite sollecitazioni esterne finalizzate alla facilitazione della prova di lingua italiana anche per altri esaminandi e che ugualmente è a irsi anche rispetto al rappresentato elemento del mutamento degli organi di vertice dell’Ateneo atteso che come emerso nel caso Vasile, Spina ha dimostrato una propensione ad attivarsi autonomamente a prescindere da eventuali pressioni del dg, Olivieri o della ex Rettrice, GregoBolli”.