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"Mai autorizzata visita consiglieri Pd all'ospedale da campo di Perugia": dichiarazioni di Esercito e Azienda ospedaliera

Alessandro Antonini
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Visita “senza permesso” all’ospedale da campo di Perugia, i tre consiglieri regionali Pd replicano ma vengono smentiti. Di nuovo e stavolta per ben due volte. Dall’Azienda ospedaliera e dall’Esercito. Il gruppo dem bolla come “ricostruzione menzognera e fantasiosa” l’articolo del Corriere. Articolo che, però, riporta solo fonti ufficiali. La notizia è di venerdì 19 febbraio, tre membri dell’assemblea legislativa (il capogruppo Tommaso Bori e le consigliere Donatella Porzi e Simona Meloni) si sono introdotti “senza autorizzazione” nella struttura anti Covid della Regione (ancora non in funzione).

Il Santa Maria della Misericordia assicura che non avevano permessi di sorta. I piddini hanno controbattuto sostenendo che invece avrebbero ottenuto un non meglio precisato lasciapassare delle Forze armate. E’ la replica che sottolinea “la regolarità di una visita effettuata dopo aver richiesto autorizzazione all’Esercito che presidia la struttura, la cui unica richiesta è stata di lasciare le telecamere all’esterno”, è scritto nella nota del gruppo Dem. Peccato che l’Esercito - è la versione fresca raccolta dal Corriere - non abbia mai rilasciato autorizzazioni per entrare nell’area dell’ospedale da campo della Regione. C’è personale che si occupa dell’afflusso nella zona, ma nessuno ha autorizzato l’entrata. Quando i consiglieri si sono presentati, i militari hanno sì detto di non portare telecamere ma comunque di interfacciarsi con la direzione ospedaliera. Insomma l’autorizzazione non è stata data dall’Esercito perché non di sua competenza. Lo stesso direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico, conferma che l’autorizzazione non c'era.

Il Santa Maria della Misericordia è l’ente che dal 6 febbraio, dopo il collaudo, ha in gestione diretta la struttura dalla Regione. “Non erano autorizzati”, assicura il dg al Corriere “e dirò di più: abbiamo fatto fare appositamente una ricerca sul protocollo dell'azienda e sulle mail inviate alla segreteria della direzione e prima della visita dei tre consiglieri non ci risulta neanche mai pervenuta una richiesta, mai. E meno che mai ci risulta agli atti una autorizzazione. E comunque, anche ci fosse stata un'autorizzazione, mai avremmo permesso a un consigliere regionale di entrare in un reparto senza essere accompagnato da qualcuno”. Giannico dice di più. “Dopo essere stati allontanati dall’ospedale da campo”, informa il dg “pretendevano di venire in direzione e, in quello stesso momento, che gli si dedicasse attenzione rispondendo alle loro domande. I consiglieri regionali hanno poteri ispettivi ma non possono dare ordini dicendo a qualcuno di smettere il fare il proprio lavoro per rispondere alle domande. Non abbiamo niente da nascondere sull’ospedale, abbiamo fatto entrare più volte i fotografi. Io stesso nei giorni scorsi ho dichiarato che abbiamo preso quattro posti di terapia intensiva e li abbiamo portati al Trancanelli perché quelli che ci sono nell’ospedale da campo sono troppo angusti. E’ tutto alla luce del sole. Non capisco che cosa volevano scoprire”. Non manca un rischio sanitario. “Tra l’altro - continua Giannico - è un atteggiamento estremamente irresponsabile anche per loro, perché nei giorni scorsi, si stava pensando di fare alcune prove tecniche di manovra portando alcuni pazienti Covid non gravi per prendere dimestichezza con l’ospedale da campo, soprattutto da parte degli operatori sanitari. Non l’abbiamo fatto ma potevano farlo. Si provi ad immaginare se ci fossero stati pazienti Covid con locali non ancora sanificati: i tre avrebbero potuto entrare uscendone poi malati”. Sul caso è anche intervenuta la Digos.