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Orvieto, completati i lavori al seminario danneggiato dal terremoto grazie alla colletta tra i vescovi italiani

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Locali rinnovati e sicuri per il complesso del seminario vescovile di Orvieto, sede della Caritas diocesana e dell'oratorio San Filippo Neri. Non ancora inaugurati, ma ultimati i lavori partiti nel 2018. La struttura in pieno centro storico è stata oggetto di un'importante operazione di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, a seguito degli eventi sismici risalenti al 2016. L'intervento ha interessato parzialmente il complesso immobiliare, concentrandosi lungo l'ala est e sviluppandosi sui tre piani fuori terra fino alla copertura, di cui il terzo sottotetto accessibile solo in parte.

Si è lavorato su tutta la parete longitudinale e sui locali prospicienti via Saracinelli, dove i segni lasciati dal sisma erano più evidenti, come documentano gli studi e i monitoraggi redatti dall'Enea nel 2017. Sono stati poi sostituiti i solai del primo piano con una struttura in acciaio e legno ed è stata realizzata una nuova copertura tutta in legno lamellare. Oltre a questi lavori di consolidamento si è intervenuto sugli impianti elettrici e termici, nonché sulle finiture: intonaci, tinteggiature, pavimenti e nuovi infissi termici. D'intesa con i tecnici della Soprintendenza, tutti gli interventi sono stati improntati al ripristino della struttura originale esistente, nel pieno rispetto dei canoni architettonici e storici e delle peculiarità che rendono così tipico l'antico edificio seicentesco che si sviluppa intorno all'antica chiesa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo.

“I lavori così completati – sottolineano dalla Diocesi – restituiscono spazi fruibili da dedicare ad attività pastorali strettamente legate ai giovani della realtà diocesana, che vivono la vita dell'oratorio San Filippo Neri, dato in gestione alla pastorale giovanile”. La Diocesi, tramite i rispettivi uffici, aveva richiesto di attingere ai finanziamenti dell’8xMille e l’Ente Seminario che gestisce per conto del vescovo la struttura aveva chiesto un contributo a tutti i vescovi italiani per finanziare i lavori di ristrutturazione. Questi ultimi, senza esitazione, avevano raggiunto una quota da donare che si aggira intorno ai 570 mila euro con la clausola di cominciare dalla zona di via Saracinelli.