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Perugia, spaccio e incuria a Porta Pesa. I residenti: "Siamo tornati indietro di trenta anni". Arrivano più controlli

Sabrina Busiri Vici
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Porta Pesa, a Perugia, sta diventando la seconda piazza di spaccio della città dopo Fontivegge, la situazione è grave ed è sotto gli occhi di tutti. I residenti segnalano, le forze dell’ordine arrivano, ma i brutti giri non si sradicano, mai visto una situazione così difficile: siamo tornati indietro di trent’anni”.

 

 

 

 

La testimonianza arriva da un esercente del quartiere che preferisce conservare l’anonimato. E’ il racconto di quanto vede ogni giorno da dietro le vetrine e di ciò che sente stando a contatto con i clienti e confrontandosi con gli altri commercianti della zona. “Noi teniamo chiuso a causa del Covid - va avanti nei fatti -; mentre il commercio della droga non ha orari. A noi crollano gli affari mentre gli spacciatori prosperano”. E non è neppure possibile individuare le persone - da quanto viene testimoniato-: le facce cambiano continuamente “un tempo era diverso, ora il ricambio è continuo”. A confermare la recrudescenza del fenomeno in questa zona del centro è anche l’assessore comunale Luca Merli: “La situazione è nota tanto all’amministrazione quanto alle forze dell’ordine - dice -. Per questo i controlli sono sistematici e continui, li potenzieremo ulteriormente anche con verifiche a tappeto all’interno delle case del quartiere”. 

 

 

E  proprio durante i controlli eseguiti dalla volante sabato pomeriggio nella zona di Porta Pesa sono stati sanzionati un giovane e il titolare di un bar della zona perché contravvenivano alle regole anti Covid. “Polizia, Guardia di Finanza ieri sera (sabato) non sono mancati – racconta ancora l’esercente -. Situazioni a cui assistiamo spesso, ma sappiamo bene che qui i problemi sono diversi e difficili da risolvare”. I residenti si aiutano come possono ricorrendo anche ai cellulari per scattare foto e girare video come testimonianza di quanto accade. “Ma chi va a scovare le persone che si nascondo dentro questi appartamenti nei vicoli del quartiere”, commenta ancora l’esercente. L’assessore comunque rassicura: “Abbiamo incontrato le associazioni e gli abitanti e la collaborazione non manca”.
Oltre alle forze dell’ordine nel rione di Porta Pesa c’è chi reclama maggior attenzione da parte dell’amministrazione comunale nella valorizzazione del quartiere che risente di una predita di identità fin da quando si è trasferito l’ospedale dalla vicina Monteluce a San Sisto e a causa dallo spopolamento ormai endemico del centro storico. Con la pandemia la situazione si è aggravata: meno studenti e di recente anche la chiusura dei plessi scolastici, dal centro infanzia Montessori alle primarie Ciabatti fino alle medie Ugo Foscolo è tutto spento. 
“L’attenzione dell’amministrazione in questi anni si è rivolta ad altri quartieri - conclude - : centro storico, Borgo bello. Silenzio assoluto su Porta Pesa. Eppure ci siamo anche noi”.