Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, l'hotel manager del Brufani, Stefano Chiesa: "L'Umbria deve puntare sul turismo di lusso"

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

Professionalità, esperienza e una grande passione. Sono le doti che hanno fatto conquistare il quinto posto ai Barawards 2020 all’hotel manager Stefano Chiesa. Perugino, 52enne, residente a Spello, Chiesa dopo aver girato il mondo per lavoro dal 2009 è direttore dell’hotel Brufani oggi nella catena Sina Hotel, marchio italiano dell’accoglienza di lusso, con undici strutture in tutta la Penisola.

Chiesa, in tempi di Covid che cosa comporta gestire un hotel cinque stelle lusso?

Significa non mollare per spirito di servizio più che per profitti. Saremo chiusi fino al termine di febbraio ma speriamo nella ripresa primaverile, ci auguriamo di riaprire a marzo.

 

Che tipo di clientela avete avuto in questo travagliato 2020?

Solamente clientela business. Ad eccezione di agosto in cui i flussi sono stati regolari.

A quanto ammonta il calo di fatturato dell’hotel?

Abbiamo registrato un decremento del 75%. E rispetto alle 34 mila presenze realizzate in condizioni normali, nel 2020 ne abbiamo totalizzate circa 11 mila.

Un calo di fatturato che ha comportato riorganizzazione del personale?

Siamo in cassa integrazione a rotazione. A regime l’hotel impiega circa 35 di persone, ora lavoriamo a turni di cinque/sei unità a volta.

Nella speranza di vedere la fine di questa pandemia, il settore del turismo di cosa avrà bisogno per recuperare il tempo perso?

Il colpo è stato forte ma sono ottimista, la ripresa sarà veloce soprattutto quella del mercato nazionale. Per il turismo internazionale penso si dovrà attendere il 2022.

 

Al Brufani vengono molti ospiti da oltre Oceano?

Il 25% della nostra clientela è americana; il 50% italiana e il resto è polverizzato nel mondo.

L’Umbria è una regione che richiamo il turismo di lusso?

Ancora è poco conosciuta da questo segmento di mercato, almeno non quanto la Toscana ma chi la scopre non la dimentica più. Una rivelazione.

Cosa servirebbe per ampliare questa quota di mercato?

Rendere più confortevoli i collegamenti. Non solo potenziarli ma renderli proprio confortevoli. Il turista di lusso non si vuole alzare alle cinque del mattino per prendere un aereo.

Cosa potrà aiutare la ripresa dell’attività nella nostra regione?

Puntare su un grande evento estivo: Umbria jazz, per esempio.

Da operatore turistico cosa si aspetta dal nuovo governo?

Accolgo con soddisfazione la creazione di un ministero per il turismo. Assurdo non averlo avuto finora.