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Città di Castello, contro il Covid vescovo e sindaco chiedono aiuto ai santi patroni

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A un anno esatto dalla scoperta del primo caso di Covid 19 in Italia, a Codogno, sabato 20 febbraio il sindaco Luciano Bacchetta e il vescovo monsignor Domenico Cancian si sono riuniti in preghiera nella cripta della cattedrale di Città di Castello. “Oggi siamo in un luogo molto caro ai tifernati per rinnovare un momento di preghiera simile a quello vissuto nel marzo scorso nella chiesa della Madonna delle Grazie e chiedere, davanti ai nostri patroni Florido, Amanzio e Donnino, la grazia della fine della pandemia, la guarigione di coloro che soffrono, il conforto e il coraggio per chi sta prestando servizio alla comunità, con grande abnegazione e grande disponibilità”, hanno dichiarato Bacchetta e Cancian.

 

“E’ passato un anno dal primo caso di Codogno, sembra un secolo, perché ancora siamo qui a combattere contro il Covid-19, con dati fortemente negativi anche nella giornata di ieri, nella quale l’Usl Umbria 1 ci ha comunicato 42 nuovi postivi, a fronte di 20 persone guarite”, ha affermato Bacchetta. “La tendenza alla crescita del contagio è considerevole e preoccupante ed è l’effetto della circolazione delle varianti inglese e brasiliana, che sono nettamente prevalenti rispetto al Coronavirus tradizionale e sono fortemente aggressive”, ha osservato il sindaco, evidenziando come “a Città di Castello, che fino a 10-15 giorni fa era una delle città umbre con le percentuali più basse, il contagio adesso si sta allargando”.  

 

“A un anno di distanza siamo ancora in piena emergenza sanitaria, sociale ed economica in tutto il mondo”, ha sostenuto monsignor Cancian, nel ricordare “con tanta gratitudine tutti coloro che si sono adoperati fin da subito per far fronte a questo terribile male”. “In Italia si è formato il nuovo Governo che si è dato proprio come primo impegno di combattere tutti insieme il virus e quindi di procedere alla ricostruzione del nostro amato Paese duramente colpito, voglia pertanto il Signore sostenere l’impegno responsabile di ognuno a realizzare il programma condiviso da una grande maggioranza parlamentare, cosa che ci fa ben sperare”, ha sottolineato il vescovo, nel richiamare il messaggio del nuovo presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi.