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Perugia, il presidente della consulta centro storico: "Sbaracco lungo contro la crisi del commercio"

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Lo Sbaracco di fine inverno quest’anno sarà in edizione straordinaria. Saldi nei saldi per almeno una settimana con l’obiettivo di salvare quel che resta di una stagione compromessa dall’emergenza Covid. Ad annunciare l’iniziativa che dovrebbe coinvolgere oltre cento attività commerciali è Giuseppe Capaccioni, presidente della consulta centro storico.

 

 

“Il comparto abbigliamento e scarpe è in profonda sofferenza - evidenzia Capaccioni - le restrizioni legate alla zona rossa, prolungate ancora di una settimana, stanno mandando in fumo anche l’ultimo mese della stagione che generalmente portava un po’ di ossigeno perché legato ai saldi. Le nostre imprese sono tutte a rischio chiusura, non ci sono più risorse e la zona del centro storico è quella che più di ogni altra risente di questa situazione di emergenza: negozi chiusi, bar e ristoranti che possono fare solo asporto, uffici svuotati per lo smart working, mancanza di turisti. Una totale desertificazione”. Capaccioni non nasconde le sue preoccupazioni per il futuro di molte attività anche se, evidenzia, “siamo i primi a sostenere che la tutela della salute venga prima di tutto”. Da qui l’idea di una iniziativa che possa, in qualche modo, garantire un po’ di liquidità ai commercianti garantendo il pieno e assoluto rispetto dei protocolli di sicurezza. E così i negozi e le botteghe di corso Vannucci e vie limitrofe, via dei Priori, via Oberdan, corso Cavour, via Marconi e viale Indipendenza apriranno il consueto banco in strada, davanti alle vetrine, per esporre i prodotti, con promozioni, sconti, offerte particolari. Ma questa volta non per il weekend ma per l’intera settimana. Quando? Al momento non c’è una data definita perché tutto dipende dall'andamento del contagio e da quando anche Perugia tornerà in zona arancione.

 

 

“Speriamo i primi di marzo”, evidenzia Capaccioni. “E ci auguriamo poi di tornare al più presto possibile in zona bianca perché questo significherebbe aver superato l’emergenza in primo luogo e poi poter tornare a lavorare in maniera serena”. I commercianti non hanno intenzione di mollare ma ci sono i magazzini pieni e i fornitori che devono essere pagati. E senza alcuna prospettiva è difficile trovare la forza e lo spirito giusti per andare avanti. Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, spiega che si sta facendo pressione su tutti i livelli affinché i commercianti possano avere ristori concreti e immediati. “Abbiamo chiesto alla Regione e alla nostra Confederazione di farsi portavoce della necessità di ristori soprattutto per le imprese più colpite dalla crisi e più tenute ferme dai provvedimenti restrittivi nazionali e regionali - evidenzia Mencaroni - tra queste rientrano la ristorazione e tutte le attività legate al turismo, le imprese dei settori moda e preziosi, quasi tutto l’ambulantato e molti servizi quali, per esempio, nidi privati, agenzie formative e palestre”.