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Umbria, il direttore della sanità regionale: "Qui le varianti hanno sostituito il Sars-Cov2"

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Francesca Marruco
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“In Umbria le varianti, inglese e brasiliana soprattutto, stanno sostituendo il ceppo originario di infezione per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora”. Lo ha scandito ieri il direttore alla sanità regionale, Claudio Dario, in conferenza stampa. “I primi risultati che ci arrivano dall’ISS dal sequenziamento dei primi 77 campioni inviato per lo studio di prevalenza ci dicono esattamente questo”. In particolare, secondo quanto è stato spiegato, al termine dello studio le varianti verranno anche geolocalizzate.

 

 

Per adesso, è stato spiegato che i tamponi mandati a Roma arrivavano dai 5 laboratori della regione. I 63 tamponi in cui sono state isolate le varianti sono così distribuiti: per quanto riguarda la P1, la brasiliana, 8 provengono da Castello, 1 da Terni (dove per ora sono stati analizzati solo 3 tamponi), e 21 (su 32 analizzati) a Perugia. Per quanto riguarda invece la variante inglese 7 campioni positivi provengono da Città di Castello, 9 da Perugia e 5 da Spoleto. 

 


Intanto, per quanto riguarda l’individuazione del presunto paziente zero portatore di variante brasiliana e inglese, lo stesso direttore Dario e il commissario all’emergenza, Massimo D’Angelo, hanno spiegato che non c’è. Ieri è circolata l’ipotesi relativa a una paziente di rientro dal Brasile. Secondo quanto potuto appurare la 62enne era rientrata nella prima decade di dicembre. A metà mese era stata ricoverata per un ictus. Dato che era risultata positiva al Covid era stata portata nel reparto MIV Covid. Era poi stata trasferita all’ospedale di Pantalla. Gli addetti ai lavori escludono che possa essere lei il paziente zero perché in nessuno dei due reparti in cui è stata degente si sono sviluppati dei cluster dopo la sua presenza.