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Perugia, il messaggio di Papa Francesco per i sette secoli della Facoltà di Medicina

Sabrina Busiri Vici
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Sobria e solenne la cerimonia di apertura delle celebrazioni per i sette secoli della Facoltà di Medicna dell’Università di Perugia. “Un avvenimento che non potevamo permettere alla pandemia di cancellare”, ha detto il rettore Maurizio Oliviero. E a rendere ancora più solenne l’avvenimento è stato l’arrivo della bolla da parte di Papa Francesco, consegnata dal cardinale Gulatiero Bassetti. Il documento ripropone la “Litterae Solemnes” emanata da Giovanni XXII nel 1321 e con la quale si riconosceva allo Studium la facoltà di addottorare in Medicina i propri studenti. 

La cerimonia, avvenuta all’interno della struttura del dipartimento del Santa Maria della Misericordia e trasmessa in streaming su You Tube, ha visto protagonista il rettore Oliviero, accompagnato dal direttore di dipartimento Vincenzo Maria Talesa e dal rappresentante degli studenti Gianluca Menicehelli. Sono intervenute anche le massime cariche istituzionali: la presidente Donatella Tesei, il sindaco Andrea Romizi, il prefetto Armando Gradone. Pervenuto, tra gli altri, anche il messaggio del ministro Roberto Speranza. A legare tutti gli interventi il concetto della necessità di mettere insieme i saperi e le competenze per affrontare le difficoltà trovare nuove energie per ripartire. Fare squadra. E’ l’imperativo. E ancora, il rettore ha parlato di “unità e responsabilità”. 

Per Tesei il futuro è rappresentato dalle potenzialità messe in campo dall’Università. Il sindaco Romizi ha rievocato la figura di Gentile da Foligno che nel 1348 in occasione della pandemia di peste “decise di esserci con i suoi studi e la sua carità accudendo i malati fino all’estremo sacrificio”. Il sindaco ha poi ricordato che, il 20 giugno 2020, proprio il dipartimento di Medicina è stato iscritto nell’albo d’oro. Per il prefetto Gradone le sfide future si vinceranno sull’eccellenza: compito del nostro ateneo è quello di essere il migliore. Sfida raccolta subito dal rettore che ha riproposto il suo modello di università: diffusa, cosmopolita e internazionale.