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Covid, Erozzardi (Nursind): "In Umbria infermieri ancora in attesa dell'indennità"

Sabrina Busiri Vici
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“Da ottobre gli infermieri di unità intensiva e malattie infettive non hanno percepito alcuna indennità, aspettiamo di incontrare la governatrice Donatella Tesei per rimodulare gli incentivi al personale sanitario”. Lo afferma Marco Erozzardi della segretaria perugina del Nursind, il sindacato del personale infermieristico, e fa sapere che l’incontro in Regione è stato posticipato al 24 febbraio. “I fondi aziendali riescono a coprire a malapena il personale che normalmente lavora all’interno di quelle strutture, i sanitari aggiuntivi devono essere coperti con fondi regionali ed è questo che oggi manca”. L’indennità in questi casi, spiega Erozzardi, copre tre fasce in relazione all’esposizione e le indennità calcolate vanno da un massimo di mille euro a scendere.

Il Nursind aspetta risposte concrete anche sulla richiesta fatta attraverso una lettera alla presidente Tesei di provvedimenti per sostenere le famiglie del personale sanitario che hanno figli a casa, a causa della chiusura della scuola. “Ora i ristori sono stati promessi, attediamo con fiducia”. “L’occasione emergenziale fa emergere problematiche che bisogna risolvere oggi con politiche di investimento adeguate per il futuro - prosegue - Il ricorso alla protezione civile tampona ma non risolve la situazione: un infermiere per l’unità intensiva non si forma in cinque giorni”. Ricorda, inoltre, che l’unico concorso attualmente in essere per il personale sanitario è quello indetto dall’Usl Umbria 2 con l’Azienda ospedaliera di Terni e “la graduatoria sarà pronta, forse, per la prossima estate”, dice Erozzardi.

“Intanto si ricorre agli aiuti della protezione civile, agli interinali e in essere anche un avviso di selezione per contratti a tempo determinato (un anno)”. Tutto questo, secondo il Nursind, porta all’inevitabile esodo di personale sanitario nelle regioni vicine che offrirebbero contratti a carattere triennale o a tempo indeterminato. “C’è chi vorrebbe rientrare - conclude - ma non può avvalersi della mobilità perché a oggi non risultano posti vacanti in organico”.