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Umbria, su 77 tamponi analizzati 41 registrano la variante brasiliana e 22 quella inglese

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Fra. Mar.
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Sui primi 77 campioni analizzati dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito dello studio di prevalenza avviato dall'Umbria per comprendere la reale circolazione della varianti nella regione 63 risultano contenere varianti. In particolare, in 41 prelievi è stata isolata la variante brasiliana, mentre in 22 quella inglese. I campioni fanno parte di un loro di 200 tamponi in totale prelevati in maniera casuale dai cinque laboratori umbria in cui vengono processati i tamponi. Proprio il prelievo casuale garantisce che lo studio sulla prevalenza non venga influenzato dalla selezione dei tamponi.

 

 

Lo  studio era stato annunciato dall'epidemiologo dell'Università di Perugia e membro del Cts regionale, professor Fabrizio Stracci. "Una indagine a campione per caratterizzare il ruolo delle varianti nell'attuale fase epidemica e cioè in che misura i casi che osserviamo sono da attribuire al Covid-19 classico e alle varianti UK e brasiliana. Per questo in uno dei prossimi giorni verrà prelevato un campione casuale di tamponi positivi , circa 200 che verranno sequenziati, per conoscere prevalenza varianti”, aveva detto al Corriere dell'Umbria mercoledì della scorsa settimana. Il giorno dopo poi, la professoressa Antonella Mencacci, direttrice del Laboratorio di Microbiologia dell'ospedale di Perugia aveva inviato i campioni a Roma per le analisi. E adesso ecco che arrivano i primi risultati.

 

 

Certamente risultati parziali, che però, se confermati anche dalle analisi dei restanti tamponi che non sono stati ancora sequenziati sembrerebbero denunciare una presenza delle varianti molto alta, che addirittura non lontana dal soppiantare il SArs-Cov2 per come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. L'indagine sulle varianti in Umbria è stato avviato dopo la scoperta di una trentina di casi circa in cui erano presenti brasiliana e inglese. Il tutto era nato dall'intuito degli esperti del Nucleo Epidemiologico che da metà gennaio hanno iniziato ad osservare una crescita anomala di contagi in determinate zone e della professoressa Mencacci che ha "scelto" i primi tamponi da inviare a Roma. Un mese dopo erano arrivate le prime conferme sulle varianti. Ora la ricerca, più ampia, per capire quanto davvero queste varianti siano  presenti nella nostra regione.