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Spoleto, opere d'arte a rischio. Lavori contro le infiltrazioni

Rosella Solfaroli
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A Spoleto un intervento di manutenzione straordinaria al deposito di Santo Chiodo per eliminare le infiltrazioni d’acqua che “minacciano” quel prezioso e inestimabile tesoro culturale custodito al suo interno. Un tesoro composto da migliaia di opere d’arte, tra cui quelle ricoverate dopo i crolli del sisma del centro Italia del 2016. L’intervento iniziato lunedì scorso, terminerà a maggio. Investiti 88 mila euro per rifare parte della copertura che verrà dotata di una guaina isolante così da eliminare completamente le infiltrazioni d’acqua che sono state riscontrate di recente.

Un’opera necessaria, visto che dentro quella struttura di Santo Chiodo, dislocata su due piani per un totale di 5.000 metri quadrati e concessa in comodato d’uso dalla Regione Umbria al Mibact a seguito di una convenzione stipulata tra le due istituzioni all’indomani del terremoto, è custodito un tesoro composto da migliaia di opere d’arte. Che vanno da pale d’altare a statue in marmo, in legno, in terracotta, da crocifissi a paramenti liturgici. E ancora tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi e frammenti di chiese. Quelle chiese e opere d’arte che hanno subito delle profonde ferite a seguito delle violente scosse che hanno colpito l’Umbria tra l’estate e l’autunno del 2016. L’iter che ha portato alla costruzione del deposito di Santo Chiodo prese avvio nel 1997, dopo il sisma di quell’anno e terminò nel 2008.

Conclusione del lavori che consegnò al paese una struttura moderna ed efficiente, unica in tutto il territorio nazionale. Tutte le opere nel deposito sono riunite sulla base del luogo di provenienza. E, non a caso, Norcia e Cascia sembrano i due comuni più presenti sui cartelli apposti su ogni singola opera conservata. Un patrimonio alquanto vasto dove ci sono i resti della chiesa di San Salvatore a Campi, una delle prime a crollare. E ancora, i frammenti recuperati dalla basilica di San Benedetto a Norcia. E poi ci sono, tra le altre cose, un numero elevatissimo di reliquiari, statuette devozionali, ex voto, candelieri, crocifissi e altri oggetti sacri.