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Umbria, oggi 317 guariti e 319 contagi: scendono gli attualmente positivi. Ci sono altri 15 morti

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Per la seconda volta nell'ultima settimana in Umbria gli attualmente positivi sono meno di quelli del giorno prima. Oggi infatti si registrano 8.418 contagi mentre ieri erano 8.431. Questo è accaduto perché il numero dei nuovi casi di oggi è quasi uguale a quello dei guariti. Sono rispettivamente 319 e 317. In particolare i positivi sono emersi dall'analisi di 3.842 tamponi molecolari. L'incidenza dei positivi rispetto ai decessi però non cala, anche oggi resta dell'8,3%.Un dato in linea con i parametri degli ultimi giorni. Oltre ai test molecolari sono stati effettuati anche 3.441 test antigenici. 

 

 

Ma se c'è un dato in parte positivo relativamente ai contagi non ne esiste uno simile relativamente ai decessi. Anzi. Ieri sono infatti morte 15 persone a causa del Coronavirus. Un numero alto in sole 24 ore. Un numero simile non si registrava da novembre. In tutto, dall'inizio della pandemia in Umbria sono morte  948 persone. Per quanto riguarda invece le ospedalizzazioni, il numero è lo stesso di ieri, ovvero 554 degenti. Sono invece due in più le persone che sono state trasferite in terapia intensiva. In tutto sono 84. 

 

 

La curva di contagi scende ma in maniera praticamente impercettibile. Per questo, come ha annunciato l'assessore alla salute, Luca Coletto, si va verso la conferma di una nuova settimana di zona rossa rafforzata per la provincia di Perugia. Resta il presupposto che in caso di riduzione dei contagi nel singolo comune scatta il passaggio in arancione, come successo a quattro municipi del Ternano. Lo stesso Speranza martedì ha ribadito che il periodo di osservazione, alla luce del rischio varianti, è di 21 giorni. Per questo la Regione Umbria, nella domanda di ristori al ministro, ha chiesto già l’inserimento della terza settimana. Si passa da venti a trenta milioni di euro per le imprese rimaste chiuse. Nella partita c’è anche il fondo da 10 milioni di euro per le famiglie che hanno i figli in dad o  casa per la chiusura dei servizi per l'infanzia.