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Umbria, popolazione sempre più anziana. Calano i residenti, aumentano gli stranieri

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La popolazione censita in Umbria al 31 dicembre 2019 è di 870.165 unità, con una riduzione di 3.579 abitanti (-4.1 per mille) rispetto all’anno precedente e di 14.103 abitanti (-2 per mille in media ogni anno) rispetto al Censimento 2011. Lo rende noto l’Istat. In merito al 2011, i residenti diminuiscono in tutte le province. Il calo maggiore a Terni (-2.7 per mille in media annua). Il 74% dei residenti è nella provincia di Perugia e la densità demografica risulta piuttosto omogenea tra le due province (102 abitanti per km2 a Perugia e 105 a Terni). Il comune più popoloso è Perugia con 165 mila abitanti, quello più piccolo è Poggiodomo con appena 94. La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, sono 450.271, il 51.7% del totale. L’età media è 46.8 anni, contro i 45.2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 mostra un progressivo aumento dell’invecchiamento della popolazione, con una diminuzione del peso dei bambini con meno di 10 anni e dei giovani adulti tra 30 e 39 anni e un aumento della quota degli adulti tra 50 e 59 anni e degli anziani con 80 anni e più. Il comune più giovane è Corciano, in provincia di Perugia, con una età media di 43,6 anni; nella stessa provincia è collocato quello più vecchio, Poggiodomo, dove l’età media è pari a 65,2 anni. Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata dello 0,7% in media ogni anno. I cittadini stranieri crescono di più nella provincia di Terni (+1,7%) che in quella di Perugia (+0,3%).

L’età media degli stranieri è più bassa di 11,6 anni rispetto a quella degli italiani (36,4 anni contro 48,0 nel 2019). Tra gli stranieri, l’indice di dipendenza, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 29,6% mentre tra gli italiani è il 66,7%. Rispetto al 2011 anche la popolazione straniera è sottoposta a un processo di invecchiamento: diminuisce il peso delle classi di età sotto i 20 anni (-4,8 punti percentuali) e aumenta quello della popolazione da 50 a 69 anni (+8,1 punti percentuali). Nel 2019, il 61,5% degli stranieri residenti in Umbria proviene dall’Europa, il 20,3% è originario di un paese africano mentre i cittadini di Asia e America rappresentano, rispettivamente, il 9,9% e l’8,2% del totale. I cittadini rumeni sono il 27,1% del totale degli stranieri residenti e costituiscono la comunità straniera più numerosa, seguiti da albanesi (13,0%) e marocchini (10,0%). L’incidenza della popolazione femminile prevale tra coloro che provengono dall’Unione Europea (64,0%) e tra i latinoamericani (60,9%). 

Tra la popolazione residente di 15 anni e più le forze di lavoro sono 404.258, quasi 9 mila in più rispetto al 2011 (+2,2%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla crescita delle persone in cerca di una occupazione, quasi 10 mila in più rispetto al precedente censimento (+27,0%). In calo di circa mille unità, invece, il numero degli occupati (-0,3%). Il tasso di attività è pari al 52,9%, mezzo punto percentuale sopra il corrispondente valore dell’Italia. Il tasso di occupazione è pari al 47,0%, superiore di 1,4 punti rispetto a quello nazionale. Il tasso di disoccupazione è inferiore di circa due punti rispetto a quello nazionale (11,2% Umbria, 13,1% Italia). Il mercato del lavoro presenta un forte squilibro di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 54,5%, 14 punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 9,6% e al 13,2%, rispettivamente per uomini e donne.