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Perugia, maxi rissa e coltellata davanti al bar: condannato a cinque anni per tentato omicidio

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Alessandro Antonini
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E’ stato condannato a cinque anni e 15 mila euro di risarcimento, Kristi Musaj, 23 anni, accusato di tentato omicidio, rissa e porto abusivo di armi nell’ambito della rissa che si era verificata tra l’8 e il 9 agosto scorso nel parcheggio di un bar di Castel del Piano. Ieri il rito abbreviato con la sentenza. L'avvocato del giovane, Vincenzo Bochicchio, ha annunciato ricorso in appello, in cui si contesterà la “qualificazione giuridica di tentato omicidio”. Nelle indagini, condotte dal pm Mario Formisano, era stato sequestrato il video girato quasi per gioco da una delle persone presenti e nel quale, secondo quanto emerge, si vede chiaramente il momento in cui viene sferrata la coltellata contro Samuele, il ragazzo di appena 20 anni intervenuto per cercare di placare gli animi in una zuffa e invece rimasto gravemente ferito.

Secondo Bochicchio ci sarebbe un momento di contrapposizione. Non ci sarebbe cioè l’atto diretto in modo inequivoco a commettere un delitto. Non è stato dello stesso parere il giudice per l’udienza preliminare, Valerio D’Andria. Il giovane era stato arrestato dai carabinieri di Castel del Piano. Sono stati imputati anche un tunisino di 21 anni e due perugini di 22 anni. Tutti perché “partecipavano alla rissa fronteggiando Musaj e altre persone”, è scritto nel capo di imputazione. Coinvolto anche un minorenne, stando agli atti di indagine
Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri che hanno seguito il caso, la rissa sarebbe scoppiata per futili motivi. Qualche parola di troppo, poi la coltellata fatale sferrata contro l'addome del giovane Samuele che è stato quindi soccorso e portato subito all'ospedale Santa Maria della Misericordia dove i medici hanno riscontrato una “ferita da punta e taglio penetrante in regione addominale”, nei pressi del fegato. L’arma utilizzata è un coltellino, da qui la contestazione di porto abusivo.


L’abbreviato, che prevede il dibattimento sugli atti di indagine e lo sconto di un terzo della pena. 
Il greco è stato riconosciuto colpevole anche di tentato omicidio perché, come sostiene l’accusa, “nel corso della rissa, colpendo la parte offesa nell’ipocondrio sinistro, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, non compiendosi l’evento per il tempestivo intervento dei sanitari, che lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico”. 
Chiesta la messa alla prova per i due perugini. Il gup si è riservato la decisione alla prossima udienza, fissata per aprile.
Per il tunisino prosegue il rito ordinario.